Ferrari, il dolce sapore del successo

AUTO-PRIX-MAS-F1676 giorni, 20 mesi passati a guardare altri nomi e altri marchi far festa lassù. Un’eternità quando porti in giro per il mondo macchine griffate con il Cavallino Rampante, quando sei la squadra che in Formula 1 ha vinto più di ogni altra e più che un team sei una leggenda.

Il trionfo di Sepang ha rappresentato una sorpresa. Motivo che rende più dolce il sapore di questo successo, perché amplifica le dimensioni del cambio di passo imposto a Maranello negli ultimi mesi. Il segreto di questo ritorno alla vittoria parte dalla rivoluzione di ottobre, quando la Ferrari ha cambiato radicalmente il suo volto. Una svolta per certi versi epocale, che ha segnato anche la chiusura dell’era Alonso e l’ingaggio di Sebastian Vettel. 5 anni carichi di frustrazione avevano logorato il rapporto tra il pilota spagnolo e la squadra. L’arrivo di Vettel, con la freschezza dei suoi anni, ha rivitalizzato anche l’ambiente tecnico che nel frattempo ha subito una profonda riorganizzazione ruoli chiave e nei metodi di lavoro.

Il primo intervento ha riguardato le aree deboli del progetto. Il motore ha guadagnato in termini di prestazioni e il rendimento della macchina nel suo complesso è migliorato. I test invernali avevano segnalato i primi progressi, confermati dal podio in Australia. Più difficile era ipotizzare una vittoria già alla seconda gara del mondiale. Nella presentazione dei nuovi vertici, a dicembre dell’anno scorso, si parlò di stagione da incorniciare se fossero arrivate almeno due vittorie. Dopo la Malesia quelle che parevano premesse troppo ottimistiche si sono già realizzate al 50%. Fino a stamattina le Mercedes parevano destinate a un’altra passeggiata lunga 300 chilometri, poi sul rovente asfalto malese Sebastian Vettel ha scritto una storia dal finale diverso. Ora è secondo nel mondiale a 3 punti appena da Hamilton e davanti a Rosberg. Chi ci avrebbe scommesso?

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12 risposte a “Ferrari, il dolce sapore del successo

  1. Gentilissimo sig. Budel, ma si è già dimenticato quanto scritto dopo il GP di Australia dove aveva fatto notare che la Ferrari del nuovo corso aveva chiuso esattamente con lo stesso distacco dalle Mercedes? E che il podio era di Vettel più che della Ferrari? La coerenza è sempre merce rara, soprattutto nel giornalismo…

  2. Scusi sig. Budel, ma non era lei che vedeva nero il futuro della Ferrari dopo la dipartita di Alonso e Montezemolo? Non era lei che parlava di clima da basso impero? Si, mi sembra di ricordare che era proprio lei……

  3. direi che vincere dopo tanto tempo e proprio quando meno te lo aspetti da un sapore ancor più bello alla vittoria….se poi vedi che Kimi con tutto quel che gli è accaduto arriva quarto…..be allora finalmente possiamo dire che quest’anno dopo tanto tempo la Ferrari C’E’…..
    GRANDE SEBASTIAN….

  4. IO, ma non Luca Budel che, anziche’ plaudere al nuovo corso, ha sempre condannato la Ferrari per la scelta di lasciar partire l’ex enfant prodige Agonzo.
    I fatti dimostrano che i piloti vanno e la Ferrari resta. Viva Ferrari forever a prescindere da chi la guida. Sia onesto e pubblichi questo post.

  5. Un GROSSO complimento a Arrivabene. Ha costruito una bella squadra. Iniziando a conoscerlo penso che sia estremamente competitivo al punto che, se Ferrari facesse una doppietta con primo e secondo, sarebbe scontento perchè uno dei due non ha vinto!

  6. Ma come sig. Budel, avete già scaricato il fenomeno spagnolo per salire sul carro del sopravvalutato tedeschino che vinceva solo grazie alla macchina (come se gli altri vincessero in bicicletta..)???
    Come si fa presto a cambiare opinione..

  7. E ancora presto ma e bello esseri li almeno per una domenica la speranza e che non sia un caso isolato. Forza Ferrari, Forza Seb e Forza Kimi non va dimenticato anche il suo buonissimo inizio di stagione oscurato non proprio per suoi demeriti

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