Kimi, il segno della svolta

000_Nic6443169Nono Alonso, 10° Raikkonen. Era l’ultima cartolina spedita a Maranello dalla Ferrari. Oggi il ritorno in mezzo al deserto ha confermato il progresso messo in pista nel 2015. La Mercedes di Hamilton viaggia ancora con un altro passo ma la classifica induce il gruppo in rosso a pensare positivo. Il segnale più chiaro è il secondo posto di Raikkonen, segno evidente del recupero di un pilota che era uscito a pezzi dal confronto con Alonso. E’ uno dei successi della rifondazione del Cavallino che come capitolo prioritario aveva rimesso la squadra al centro del progetto. Dentro cinque anni carichi di amarezze Alonso, con carattere e talento, si era trasformato nell’unico punto di riferimento del Cavallino. Posizione guadagnata sull’asfalto, certo, ma che lo spagnolo non sempre ha saputo gestire nella maniera più opportuna. Nel voltare pagina la Ferrari è tornata al passato. Basta con il leader maximo che come Atlante porta in spalla il peso del mondo. Adesso tutti gli uomini in rosso avvertono l’importanza del rispettivo ruolo. L’approccio morbido di Vettel ha permesso il recupero di Raikkonen così quest’anno la Ferrari può giocare in coppia e non da single.

Sebastian, reduce da una stagione da incubo dopo quattro anni di festa, ha avuto l’umiltà necessaria per mettersi al servizio del gruppo senza fare troppo il fenomeno. La riorganizzazione del settore tecnico sta offrendo risultati che a dicembre nessuno nemmeno osava ipotizzare. L’arrivo di un gigante del marketing come Maurizio Arrivabene al vertice della gestione sportiva ha fatto il resto. Da quinta forza del campionato che era alla fine della scorsa stagione adesso la Ferrari se la gioca con la Mercedes.

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Una risposta a “Kimi, il segno della svolta

  1. Raccontata cosi’ ci si puo’ credere. Tutto vero se non fosse che chi ha scritto l’articolo solo pochi mesi fa, alla fine dello scorso campionato, chiedeva alla Ferrari di non lasciar partire il guru Alonso l’unico attorno al quale si poteva ricostruire la squadra. I fatti hanno dimostrato che era possibile e doveroso farne a meno, i risultati hanno confermato. Meglio tardi che mai, vero Luca?

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