F1, ora serve più sicurezza

(FILES) Marussia driver Jules Bianchi of France looks at his times during the second practice session for the Formula One Australian Grand Prix in Melbourne on March 15, 2013.  French Formula One driver Jules Bianchi has died from head injuries he suffered in a crash at last October's Japanese Grand Prix, his family said on July 18, 2015.        AFP PHOTO/William WEST  IMAGE RESTRICTED TO EDITORIAL USE - STRICTLY NO COMMERCIAL USEPochi giorni fa il papà aveva definito le condizioni di Jules peggio della morte. Una vita sospesa senza alcuna via d’uscita. Parole che oggi sono inevitabilmente amplificate dalla fine dell’esistenza di questo ragazzo di 25 anni, che sognava di guidare una Ferrari e che invece ha trovato un trattore a bordo pista. Un destino assurdo quello che ha portato via Jules Bianchi dopo una lunga agonia. L’unico dato certo è  che la Formula 1 si è auto assolta per quanto accaduto in quella maledetta domenica di Suzuka, scaricando sul pilota buona parte delle responsabilità. Meraviglia anche l’atteggiamento  dei colleghi. Nessuno ha mai alzato la voce, come fosse normale trovare un mezzo di soccorso piazzato nella via di fuga. “Forza Jules” scritto sul casco la massima espressione di vicinanza a Jules che ci ha lasciato quasi dimenticato in un ospedale a pochi passi da quel mare che non ha più potuto vedere. In Formula 1 ogni tragedia è servita a migliorare gli standard di sicurezza. Speriamo che il sacrificio di Bianchi non sia stato inutile.

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14 risposte a “F1, ora serve più sicurezza

  1. Visto che si parla di sicurezza….dov’è la sicurezza quando il congelamento degli assetti tra il sabato e la domenica costringe i piloti a correre con assetti da asciutto, anche sotto la pioggia?

  2. Forse io sarò malato grazie alla mia depressione, ma non solo adesso serve più sicurezza!.Allora le perdite di campioni o futuri come jules……………………..insomma!,sappiamo che nessuno o quasi può controllare la pioggia ma se la strada diventa una piscina?……………………..bastava una chiamata radio alle prime avvisaglie nel aumento di essa che eravamo quì a vedere girare la rossa in bianchi!!!!!!!!!!!!!!!.Purtroppo lo spettacolo doveva continuare e?,mi dite ora cosa ci dobbiamo aspettare?,certa gente è meglio che faccia un bel esamino di coscienza ma………………….non ce l’hanno!.

  3. Premesso che la F1 è uno sport rischioso ed eliminare completamente quella componente è impossibile, anche perchè probabilmente è una delle componenti del fascino che ancora ha. Ma detto ciò il problema è uno solo, ci sono piste dove non si deve più andare a correre punto. Suzuka non dà nulla allo spettacolo ed è solo pericolosa come pista. La pista risale agli anni 60 ed era pensata per le moto, non per auto da 350 all’ora. Esistono piste più belle e più sicure su cui però non si corre perchè Ecclestone non ci guadagna abbastanza. Possibile che non abbiano ancora capito che stanno uccidendo questo sport così facendo. Ci vogliono regole più semplici, macchine più semplici, possibilità di correre con più tipi di motori e regole meno restrittive sull’affidabilità per ridurre i costi di progettazione dei motori e delle macchine e piste diverse.

  4. Io resto della mia idea: la vettura di Sutil era molto lontana dalla pista, in quelle situazioni NON entra la safety car. Qual è la probabilità che un altro pilota esca alla stessa curva? Certo, col senno di poi, l’incidente di Sutil non era un normale incidente, lui era uscito a causa della pioggia, e la pioggia era ancora lì. Quindi la probabilità che possa riaccadere non è così bassa. Col senno di poi però.

    Io non me la sento di condannare nessuno.

  5. quanto accaduto e’ INACCETTABILE , INGIUSTIFICABILE !!
    questo e’ omicidio colposo !! EVIDENTE CHE SIA COSI’ !!
    anche se hanno tentato di dar la colpa al pilota… (come con Senna)

    PATETICI !!

  6. sono enormemente rattristato !!
    per quanto riguarda le responsabilita’, sono evidenti nelle stesse frasi e fretta di autoassoluzione dei potenti della FIA…..nessuno mi levera’ questa convinzione !!
    RIBADISCO fino alla fine…..un trattore non ci deve stare in pista o nelle vie di fuga….O SI FERMA LA GARA !! PUNTO.
    quello che e’ successo, e’ solo colpa di quei quattro vecchietti…..legati alla poltrona e ai soldoni !!
    RIP JULES !!

  7. Io resto dell’idea che avevo 9 mesi fa: se c’è una vettura che esce e finisce così lontana dalla pista, in formula 1 NON entra la safety car. Non è mai entrata e non deve entrare, altrimenti ogni incidente sarebbe una safety car e non avrebbe più senso correre. Però, in quelle condizioni di pioggia, si poteva pensare che l’uscita di pista di Sutil fosse dovuta all’acquaplaning e, quindi, che fosse alta la probabilità che un’altra vettura potesse uscire nello stesso punto. A questo i commissari non hanno pensato, e Jules ne ha pagato le conseguenze. Ma neanch’io, neanche voi, nessuno ci aveva pensato, se non col senno di poi. Quindi io non me la sento di condannarli.

  8. 90% elettronica,5% gomme,5% pilota – tanto vale fare una sala con 22 postazioni tipo PS e metterlilì a guidare. -In macchina di mette un casco con un manichino … Questa è sicurezza
    SCHERZI A PARTE, ADDETTI PISTA PROFESIONISTI AL SEGUITO DEL CIRCO, COME AVVIENE NEGLI USA. Giapponesi, brasiliani, etc. sono tutti dilettanti e il riscio aumenta

  9. Che commento potrei aggiungere qui che abbia un significato? Jules ha perso la sua battaglia per la vita quel giorno di ottobre del 2014 quando ha preferito tenere premuto l’acceleratore invece di rallentare.
    E’ la sua condanna, lui lo sapeva che correre e’ un rischio. Per quello i campioni sono superpagati perche’ a ogni corsa in palio c’e’ si la vittoria ma anche la vita. Non c’e’ nulla da aggiungere, e c’e’ ben poco da fare e comunque nessuno ci dira’ come e’ realmente andata anche se abbiamo capito.
    La formula 1 e’ diventata uno sport dove contano i soldi prima di tutto, poi le macchine poi quasi tutto il resto e in fondo la vita dei piloti, oscuri esecutori per portare alla vittoria le macchine. Altro non c’e’ da dire. R.I.P. Jules.

  10. Di morte assurde e con responsabili nella formula1 ne ho visti tanti , questo e quello di PRICE penso sia scritto cosi in Sudafrica fine anni 70, x un addetto alla sicurezza attraversa la pista lo investe e il suo estintore lo colpisce alla testa, oggi un trattore in pista e siamo nel 2014, due morti due circostanze assurde, e questo sport dover devi pagare per vederlo accadono ancora queste tragedie.

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