Seb e Jules legati dal destino

Ferrari's German driver Sebastian Vettel celebrates winning the Hungarian Formula One Grand Prix at the Hungaroring circuit  near Budapest on July 26, 2015.  AFP PHOTO / ANDREJ ISAKOVICCon la voce rotta, subito dopo il traguardo, ha voluto dedicare il secondo trionfo in rosso a Bianchi. Martedì 21 luglio Sebastian Vettel era a Nizza per l’ultimo saluto a Jules. Aveva lo sguardo perso nel vuoto Seb, perché mai avrebbe pensato di dover affrontare una tragedia così da vicino. Cinque giorni più tardi la vittoria e l’omaggio al collega, come se si trattasse di un disegno già scritto. Siamo alle prese con qualcosa che va al di là delle semplici sfumature. Infatti è tutto materiale utile a rendere Vettel un pilota speciale. Sebastian è stato vicino alla squadra nei momenti critici. Mai una frase fuori posto, solo parole di incoraggiamento per chi lavora con lui.Con una delicatezza non comune tra compagni di squadra ha sostenuto la causa di Kimi Raikkonen anche quando era indifendibile. Ma soprattutto Vettel va maledettamente forte e quando si presenta l’occasione è micidiale come un crotalo.  A Budapest è partito come un missile e non ha mai perso il controllo della situazione, nemmeno dopo la safety car, che aveva annullato il vantaggio costruito in 42 giri. Dopo 10 gare ha 42 punti di ritardo da Hamilton nel mondiale, 21 da Rosberg. Un distacco che gli permette di essere ancora in corsa per il titolo nonostante la superiorità tecnica della Mercedes. L’impresa è praticamente impossibile ma siamo sicuri che lui ci proverà fino all’ultimo. C’è un precedente nella storia della Ferrari. Il 2007, quando tra scandali e pasticci nella gestione di Hamilton e  Alonso, la McLaren regalò il titolo al Cavallino nonostante il progetto migliore.

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4 risposte a “Seb e Jules legati dal destino

  1. Non sono d’accordo del fatto che la McLaren nel 2007 aveva il progetto migliore…. non dimenticate che quello fu l’anno della SPYSTORY…La McLaren copiò in toto la FERRARI!!!!
    FORZA FERRARI!!!!!

  2. Io credo che l’omaggio a Bianchi fosse una sorta di atto dovuto, chiunque avesse vinto domenica avrebbe sicuramente dedicato la vittoria allo sfortunato pilota francese. Quindi piantiamola con questa mielosa idolatria a Vettel che è forte, è simpatico, tutto quello che volete, ma per farlo santo forse è ancora un po’ prestino…

  3. La differenza tra un vero campione e Alonso sta tutta qui. Alonso parlava sempre fuori posto, Vettel invece testa bassa e pedalare. Comunque nel 2007 il progetto migliore era della Ferrari, ma poi è stato copiato

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