Vettel e Massa, vince la normalità

Ferrari's German driver Sebastian Vettel celebrates on the podium placing second in the Italian Formula One Grand Prix at the Autodromo Nazionale circuit in Monza on September 6, 2015. AFP PHOTO / OLIVIER MORINGrazie alla Ferrari, presente e passata, il podio di Monza è stato il trionfo della normalità. Era ora. La normalità di Vettel e Massa, due ragazzi nei modi e nell’immagine meravigliosamente normali – data per scontata l’eccezionalità del mestiere e del talento. La normalità di due facce normali, due tagli di capelli normali, due famiglie normali, due compagne normali, biberon e spade laser sui divani di casa. Bè: evviva. Siamo talmente abituati alle interpretazioni della normalità come mediocrità, con varie sfumature di sfigataggine annesse, che non sembrava vera la scenetta di ieri. Da un parte il figo, tatuato, ossigenato, blessed, re del jet set, fidanzato (forse) con Rihanna, cool ecc praticamente non considerato; dall’altra i due signori Rossi, nel senso di straordinariamente comuni, osannati come rockstar. Loro che, come detto, hanno quella faccia un po’ così, loro che addirittura ogni tanto arrossiscono, che non hanno tatuaggi, catene o creste, zero orecchini, niente piercing. Ma che meraviglia. Per una volta, per una sacrosanta volta, vince la sobrietà, alla faccia del prototipo (maschio, 25enne, scuole dell’obbligo) che ormai passeggia per le nostre strade, gioca nei nostri campi di calcio, da quelli dell’oratorio alla serie A, ciondola da un bancone a un privè, mutanda fuori dai pantaloni, canotta, occhiali scuri di notte, ghirigori tra i capelli, qualche angolo di pelle pulita in mezzo ai tatoo. Hamilton è un talento scintillante, di base un bravo ragazzo, e queste – giusto per chiarire – non sono righe contro di lui o contro la sua domenica, e la sua annata, da manifesta superiorità. Sono solo un sospiro lungo e riconoscente, di fronte a un inatteso regalo in mondovisione.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *