Fia alleata di Ecclestone

Foto IPP/Enrico Schiavi Spa-Francorchamps 23-08-2015 F1 Formula 1 Gran Premio GP del Belgio - Paddock nella foto: Bernard Charles Ecclestone, detto Berni - italyphotopress world copyrightChe Bernie Ecclestone cerchi di tenere a galla il suo circo rattoppato – cercando di penalizzare il resto del panorama – è giustificabile per il flusso di milioni che il circo in questione produce consentendo a Mister E di prolungare il suo regno e diventare sempre più ricco. Che la Federazione Internazionale sia complice di questa operazione entra nel campo delle aberrazioni. La bozza del calendario della F1 per il 2016, con la gara di Baku piazzata in coincidenza con la 24 ore di Le Mans, sottolinea la complicità. Insomma la vacca va munta finché resta in vita e se possibile è meglio mandare segnali alle case automobilistiche impegnate altrove. Accadde già negli anni ’90. Nel mondiale sport erano impegnate Mercedes, Toyota, Nissan, Jaguar, Aston Martin, Mazda. Pure il mondiale rally viveva una fase parecchio felice. Per far saltare il banco allora servì mettere mano ai regolamenti e convincere alcuni marchi a fare il salto in Formula 1. Salto che alla Toyota è costato una tombola senza risultati, che alla Mercedes ha invece offerto frutti solo dopo qualche anno, prima come fornitore di motori e poi come vera e propria squadra.

Una semplice analisi del mercato permette di comprendere che solo tre marchi automobilistici sono presenti in F1: Ferrari, Mercedes e Renault. Su altrettanti può contare il WEC: AUDI, Porsche e Toyota. Toyota che è pronta al debutto nel mondiale rally dove è già ben radicata la presenza di Volswagen, Hyundai, Citroen e Ford. Il tutto senza contare gli investimenti della Peugeot nei grandi raid, casa scottata da una breve e deludente parentesi in Formula 1. La galassia dei campionati alternativi comprende il mondiale turismo, il campionato FIA GT e l’autarchico DTM, che riesce a coinvolgere 80.000 spettatori a gara. Serie che sono considerate inutili propaggini che per Ecclestone non producono reddito e che in passato, con la complicità della Federazione, sono state penalizzate.

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7 risposte a “Fia alleata di Ecclestone

  1. Beh,che si fa?si casca dal pero? Dopo aver ammesso che l’andazzo è così dagli anni ’90, ora ci si meraviglia? Tutta acqua portata al mulino della Motogp….Grazie Bernie e grazie FIA, che vi faccia buon pro,a noi il vostro giochetto ha soltanto castrato sempre più il divertimento…..

  2. Scusate ma vorrei dire a plutonio33 che sì la grana detta le regole, ma il tempo scorre per tutti e il caro bernie immortale non è…………………………quindi basta aspettare!, la FIA è ben cosciente di questo e sta già lavorando al dopo!……………vedrete le novità!.

  3. Avere una sola grossa vacca da mungere garantisce un totale e facile controllo sul latte.
    Le altre gocce stan lì solo per mantenere il fresco.
    Se un giorno Bernie trapasserà, cosa di cui inizio a dubitare, spero che i costruttori si facciano furbi e si coalizzino per creare un panorama di motorsport vero e completo

  4. Tranquilli ormai si sta bucando le mani lui stesso, ed i soldi non riesce più a tenerli. Il tempo passa anche per lui. Inutile ripetersi, il fascino della F1 ormai ormai è svanito! E la FIA ci ha messo molto di suo, un organo che dovrebbe essere solo di controllo, invece impone regole assurde…

  5. Non capisco dove sia lo scandalo se in uno sport dove vince chi ha più soldi da investire in progetto, sviluppo e piloti, anche il calendario viene deciso in base ai soldi.

  6. Caro Budel ,
    capisco che i dovere di un giornalista è quello di fare cronaca ma credo che anche tu possa intuire come probabilmente il binomio FIA Ecclestone viaggi a braccetto per cui non indignamoci per certe scelte, o meglio facciamolo pure ma senza cadere dalla nuvoletta. I soldi dettano le regole purtroppo.

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