I fantastici 2+2

Vettel, Raikkonen, Alonso e Hamilton: loro. Questo è l’ordine del mondiale, ma gira due nomi e loro sono anche i primi quattro di Shanghai. I primi quattro della stagione. Ora, tutto sta nel capire in che ordine la stagione la chiuderanno. Viste le dinamiche degli utlimi anni c’è da scommettere
che il Grande Fratello farà in modo di arrivare a giocarsi il titolo all’ultima, magari solo alle ultime gare, con i 4 belli sorridenti per le varie copertine. Lewis sembra quello un filo più indietro, già che la macchina non pare per ora all’altezza delle manate di talento,  e non solo perché è l’unico del gruppo a non aver vinto una gara. Continua a leggere

C’è posto per te

L’uomo nuovo della Ferrari si chiama Pedro de la Rosa, come sappiamo. Uomo che con il simulatore va a nozze, che ha esperienza da vendere, che come nessun’altro – chiariscono proprio i rossi – riesce a tradurre i dati virtuali in dati reali. Virtuali, eh..? Un termine che con Pedro ha avuto a che fare e anche con un certo clamore mondiale di contorno, perchè, virtuali appunto erano le lettere che si scambiava con il vecchio amico Alonso ai tempi della celeberrima Spy Story. Continua a leggere

Le ombre di Interlagos

Martedì alla Red Bull hanno fatto festa, ma il terzo trionfo di Vettel si porta appresso una zona d’ombra che si ingrossa ora dopo ora. In Brasile il tedesco ha davvero sorpassato in regime di bandiere gialle? Domenica pomeriggio il primo a formulare l’ipotesi è stato Martin Brundle, ex pilota e ora voce dell’emittente inglese SKY. Brundle lo ha detto in diretta e la voce ha ovviamente fatto in fretta a fare il giro dei box. Ma Brundle si riferiva a episodi – il sorpasso sull’HRT e quello sulla Sauber di Kobayashi – analizzati dalla commissari di gara che hanno giustamente assolto Vettel. Il terzo episodio – sfuggito a tutti domenica – è stato scoperto in Spagna. Si tratta del camera car di Vettel, non andato in onda in diretta ma registrato dai canali satellitari che dispongono del segnale per tutta la gara. Continua a leggere

Quando vincono in due

Onore a Vettel, al suo talento, alla sua freschezza, al suo carattere da bravo ragazzo. Onore ad Alonso che è caduto ritto, in piedi, come sempre. Erano 13 i punti da recuperare, servivano miracoli a nastro. Beh, ne sono accaduti parecchi a San Paolo, due soprattutto, al primo giro, quando Vettel è stato toccato duro da Senna e poi immediatamente dopo, quando, nonostante un urto così, sempre Vettel si è reso conto di guidare una macchina capace di portarlo in fondo. Roba che accade una volta su cento. Dentro la corsa finale in almeno due momenti Alonso si è trovato in testa al Mondiale, il che la dice lunga sull’amarezza di questo pirotecnico finale (con scarto ridotto a meno 3), ma anche sul peso della sorte dentro questa sfida. La Ferrari non ha mai accusato un problema di affidabilità. E’ stata lenta, non all’altezza della Red Bull, ma nella gara decisiva proprio la Red Bull ne ha combinate di tutti i colori. E sul bilancio della stagione pesano i due incidenti che hanno messo k.o. Fernando (Spa e Suzuka) senza alcuna responsabilità. Continua a leggere

Ferrari, non aspettatevi miracoli

Prima il sacrificio di Felipe Massa, una mossa per certi versi disperata, per consentire a Fernando Alonso di partire sul lato pulito del circuito. Poi un alleato prezioso come Lewis Hamilton che prima del congedo ha voluto regalare una domenica di festa alla McLaren. Così il mondiale resta aperto, perché prima dei titoli di coda di San Paolo Nando riesce a contenere a 13 punti il distacco da Vettel. Continua a leggere