Marquez è diventato grande

Diventa campione e adulto in un giorno solo Marc Marquez. Lo fa con la gara più saggia e sensata della sua vita. Sa che si gioca il mondiale e non cede alla seduzione di vincere a tutti i costi, di essere sul gradino alto del podio, che sarebbe il finale perfetto. E’ grande nel momento in cui non cede alla foga, all’adrenalina inevitabile, ma guarda. Sta a distanza minima e studia Pedrosa e Lorenzo che si prendono a cornate, il primo per l’onore di giornata, il secondo sperando in un titolo che va contro alla logica, come ammette a fine gara. Tiene appesi tutti e se’ stesso e alla possibilità di una mossa alla Marquez ma poi alza la testa, ragiona e apre la strada al compagno di squadra con una mitezza che non fa parte del suo repertorio. Continua a leggere

Marquez, impertinente e vincente

Sorride Marquez dall’alto di un mondiale in cui doveva fare l’esordiente, l’outsider ed invece si e’ scelto il ruolo ed e’ in alto, al centro. Sorride con la faccia impertinente di uno che mette via la quarta vittoria di fila, la quinta stagionale, con un tabellino di rendimenti che dice dieci podi in 11 gare. E’ un mondiale a doppio scarto da una parte la gioia contagiosa di Marquez, dall’altra la frustrazione di Pedrosa e Lorenzo. Sorpresi da questo avvio troppo rapido del ragazzino ed obbligati a rincorrere, ognuno con una serie di difficoltà da superare. Continua a leggere

Il giorno dello squalo

La vittoria di Hamilton serve a ridare lustro ad una stagione anomala, finora divertente soltanto per gli amanti della statistica e del caos. La vittoria di Hamilton riporta ad un principio di ordine, a delle certezze che quest’anno sono venute a mancare ma non a beneficio di questo sport. Hamilton vince perchè è fortissimo di testa, perchè ha un’esagerazione di talento, perchè la McLaren è la macchina più stabile e veloce di questo mondiale. Continua a leggere

Button: fallo ora

Per i sudditi di sua Maestà britannica Jenson Button è un campione più che degno. Nessun dubbio sul fatto che il biondino meriti il titolo.

I motivi? E’ stato travolgente nelle prime gare. Ha vinto 6 volte (e non è ancora finita). Non ha colpe se il livello di questa stagione è basso. Ha saputo affrontare con grande dignità gli attacchi di inizio stagione alla Brawn e in più ha retto bene anche quando tutti gli altri team hanno recuperato sulla questione diffusore. Questo pensano gli inglesi e per alcuni versi vien voglia di dar loro ragione.

E’ vero, ad esempio, che Jenson Button si è ritrovato una monoposto da urlo ad inizio stagione ma nulla toglie alla sua dignità visto che al momento non si conosce campione del mondo che non avesse una macchina vincente da guidare. Continua a leggere