Il padrone della scena

A Montecarlo Webber ha fatto cose strepitose. Va detto e va riconosciuto a questo ragazzone australiano un garbo pari alla sua velocità. Non solo. Sul podio sono finiti tre ragazzi speciali, sia in termini di talento, sia in termini di umanità.

Vettel ha riconosciuto la superiorità del compagno – che stima sinceramente – e stop. Kubica è un ragazzo fuori media, non solo quando guida. Eppure, dovendo parlare di padroni della scena, i nomi sono altri. Alonso e Schumacher, protagonisti non a caso di un match memorabile. Alonso, infatti, ha messo in pista una corsa alla Schumacher dei bei tempi andati. Da ventiquattresimo a sesto, bestemmiando, tirando, sfruttando ogni occasione fortunata, vale a dire ben 4 safety car. Continua a leggere

Ferrari e Brawn: il tifo non c’entra

GP della Malesia

GP della Malesia

Proviamo a capire cosa è accaduto. Senza faziosità

La lettura dei molti commenti alla decisione della Fia, richiede forse qualche approfondimento. Provo, per punti.

1. Possiamo assumere l’ipotesi che Brawn o altri abbiano cercato e trovato soluzioni irregolari in passato ma non possiamo evitare di valutare questo caso rimandando a presunte magagne non rilevate. Non si tratta di fare il tifo o meno per la Ferrari. Ma se di fronte a questo caos ogni analisi pare di parte diventa impossibile parlarne.
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La rivoluzione pacifica

Pit-Stop Ferrari

Pit-Stop Ferrari

Passata la tempesta, c’è un gran bisogno di quiete. La Ferrari raccoglie l’eredità di due gare pesanti e prova, a mente lucida, a riorganizzare le truppe.

Luca Baldisserri lascia lo sgabello al muretto a Chris Dyer. Una transizione senza traumi, niente plotone di esecuzione, nessuna di quelle punizioni esemplari che servono molto alla facciata e poco al senso del gruppo.

La Ferrari fa sapere che Baldisserri resta a Maranello ad occuparsi dello sviluppo della F60 per colmare le lacune di una macchina visibilmente in affanno. Continua a leggere