I numeri dell’Aprilia

foto IPP/Atti Lauro  Magny Cours 03/10/2015  campionato mondiale superbike SBK 2015- gran premio di Francia  nella foto   : 91 - Leon Haslam e 81 - Jordi Torres – ESP - Aprilia Racing Team Red DevilsGiù il sipario con una doppietta Aprilia, che si può motivare in due modi. Da un lato i numeri degli ingegneri, che non tradiscono mai, dall’altro i numeri dei piloti, che non tradiscono mai. Partiamo da questi ultimi perché dietro la vittoria di Haslam – che chiude come aveva aperto in Australia – c’è un’apnea sotto i riflettori da fiaccare un branco di cammelli, contro un fenomeno della staccata come Davies, ma con una tale voglia di rifilargli un tié nel deserto, che l’ha spuntata lui. Finito ma felice al parco chiuso, esattamente come Torres in gara 1: e questo è il secondo esempio dei numeri da piloti. Aveva il passo, l’avevamo detto, poi però devi farlo trottare, devi reggere psicologicamente all’attacco del campione del mondo e magari fregarlo pure, con un po’ di furbizia, come nell’ultima staccata.  Continua a leggere

Superbike: A.A.A. stabilità cercasi

sbkLa Superbike riattacca da Jerez dopo lunga vacanza, troppo lunga, andando verso una volata finale che doveva essere fatta di 5 round. Due invece li abbiamo persi per strada, quello russo per ragioni ovvie ma non troppo visto che la Formula Uno a correre in Russia ci andrà, quello sudafricano perché i lavori di riadattamento della pista di Welkom non sono stati completati nei tempi richiesti. Due gare in meno significano 100 punti in palio che vengono a mancare, e vallo dire a Sylvain Guintoli, per esempio, che perde cartucce preziose per la caccia alla lepre Sykes. Continua a leggere

#StaiserenoMarco

6Dopo due gare la Kawasaki vola e l’Aprilia insegue. Vero che il secondo appuntamento della Superbike si è srotolato sulla pista di casa della verdona, il cui team ha sede nelle vicinanze del circuito di Aragon, ma è anche vero che la casa italiana, dopo il promettente avvio di Phillip Island, sembra segnare il passo. Marco Melandri in Spagna non era posto, questo è sembrato evidente. Classe e cuore gli hanno permesso di stare attaccato a Sykes e Baz in gara 2 e di sferrare l’ultimo – riuscito male – attacco per la vittoria. Ma questo non può bastare, Marco lo sa bene e scalpita. Non crediamo ai titoloni che parlano di alta tensione nel team, pensiamo piuttosto che mettano un po’ in agitazione i 26 punti di ritardo in classifica.  Continua a leggere

Gli italiani non decollano

Tutti d’accordo sul fatto che la Superbike, con doppio traguardo ad ogni round, concede  possibilità di immediata rivincita a chi ha iniziato la giornata in maniera storta. Al giro portoghese è  puntualmente successo, vedi un Eugene Laverty vincitore in gara due dopo l’arrosto di mezzogiorno del motore della sua Aprilia. Ma è capitato anche l’opposto, bersaglio della sfortuna Marco Melandri, fantastico e felice prima per la vittoria in volata dopo numeri pazzeschi, depresso poi perché tradito e salutato troppo presto dalla gomma posteriore. Continua a leggere

Aprilia da primato, crisi Ducati

Tre gran premi in Superbike vogliono dire sei gare,  strada fatta quanto basta quindi per fare un primo bilancio tecnico. Caviamoci subito il dente che fa male con la Ducati, la nuova e ancora acerba Panigale che non dà segni, nemmeno su una pista amica come Assen. Tutte le qualità che rendevano competitiva la bicilindrica, agilità, motore pronto in basso soprattutto, sono sparite, mentre resta l’annoso problema della velocità massima, di poco superiore a quella della Panigale che vince in Superstock, a proposito, complimenti a Eddi La Marra per la sua volate vincente ad Assen e a Niccolò Canepa per il podio, e di gran lunga inferiore a quelle delle 4 cilindri avversarie, con non poca preoccupazione per quello che potrà succedere a Monza.  Continua a leggere