Rossi, un trionfo oltre i numeri e le date

MOTO-GP-ASSEN-PRACTICE28 giugno 1997. Valentino Rossi, 18 anni, vince il Gran Premio d’Olanda, classe 125. 27 giugno 2015. Valentino Rossi, 36 anni, vince il Gran Premio d’Olanda classe MotoGP.  Bastano le date a offrire un dato di realtà unico nella storia dello sport. Longevità agonistica unita a una fame rimasta intatta, nonostante Rossi abbia sfidato sull’asfalto svariate generazioni di piloti. Ma quanto accaduto sulla pista di Assen va oltre numeri e date. Continua a leggere

Vale e Jorge, che storie

Davanti ad un nodo da sciogliere Valentino Rossi ha resistito più di tre anni, massacrandosi le unghie con la matassa quando chiunque avrebbe buttato via tutto. Non vinceva dalla Malesia del 2010 e oggi in Olanda siamo tornati a urlare Rossi c’è, per dire che ha vinto davanti a Marquez e a Crutchlow, nel cuore di un momento in cui era più facile dargli di continuo del bollito, suggerendogli il ritiro secondo la teoria un po’ consunta ma sostenutissima per cui bisogna capire quando è il momento. Rossi è uno che invece si ritirerà solo quando smetterà di divertirsi. Non altro. Punto e stop. Continua a leggere

Triangolo Rossi-Ducati-Lorenzo

Vale ascolta i consigli di chi gli sta vicino, ma alla fine decide da solo e spesso lo fa a tempo quasi scaduto riservando sorprese anche a chi lo conosce bene.

Ora è prossimo all’accordo con la Ducati, lontano quindi dalla Yamaha che fino a qualche settimana fa considerava come una seconda famiglia. Ma per il matrimonio Ducati manca “solo” la firma sul contratto e trattandosi di Rossi non è roba da poco.

Il “biondo” ha una velocità di pensiero fuori media, mentre Lorenzo su quel fronte deve crescere ancora. Continua a leggere

Cento per cento Rossi

Ci è arrivato e il tempo è volato. Cento vittorie sono roba troppo grossa per lasciare spazi aperti a qualsiasi dubbio. Valentino Rossi, a trent’anni, non ha perso l’abitudine di rilanciarsi, di alzare l’asticella; non ha conosciuto l’inizio di quella parabola discendente che prima o poi tocca a tutti, vincenti, mediocri, scarsi.
La gara di Assen è tanto simbolica quanto noiosa. Giusto la capacità di apprezzare giri spaventosamente veloci può conciliarti con questo monopolio che tanto stride a confronto con l’ultimo giro tirato e assurdo di Barcellona.
La fuga solitaria e totale di Rossi è un’icona che sta bene accanto al numero 100. Solo, come dire che in 100 vittorie, tutto sommato è sempre stato il primo, anche quando non lo è stato. Va così, è una giornata di celebrazione che vive il suo contrappunto nella cattiva partenza di Lorenzo che – dicono – a causa di una brutta partenza ha consumato nei primissimi giri la gomma anteriore così tanto da rendere impossibile il ricongiungimento. E poi Stoner che, poveraccio, ha un conto grosso col proprio fisico. Non che sia malato, o malato grave. Ha un problema che finisce per stortargli le gare da due Gp a questa parte. Una gastrite forse, chissà. Qualcosa che sta lì, latente e che si rende presente e maledetto nel momento in cui lo stress è maggiore. Deve curarsi, subito, ci vuole poco e si ottiene molto. Continua a leggere

Vale ai tempi della crisi

Valentino Rossi è tornato alla pole. La 53esima per la precisione. Sono molte, anche se non si può dire che lui sia iscritto all’albo dei poleman professionisti. Anche gli olandesi fanno festa, perchè qui è tutto un giallo, nel senso del colore di Rossi. Come altrove.  E’ un trascinatore, piace di brutto, è in palla. Non gli serve altro se non una vittoria a cui puntano in molti, con i mezzi per farlo. Continua a leggere