Il derby dei poveri

Il fatto che sia sempre più serrato il testa a testa per il sedile Williams tra Barrichello e Senna a chi dei due non fa molto onore? A Rubens che non riesce a scalzare la concorrenza di un 29enne (a ottobre) a quota 2 punti 2, conquistati in 26 Gran Premi? O a Bruno che non riesce a scalzare la concorrenza di un nonnino (i 40 anni arrivano il 23 maggio) che potrebbe tutto sommato non aggiungere altre gare alle 322 corse in 19 stagioni di F1? Qualcuno potrebbe alzare l’indice e precisare che non fa molto onore alla Williams, ma questo è un altro discorso. Continua a leggere

La vittima di Hulk

Questo Nico Hulkenberg che mi fa la pole a Interlagos, che si mette in mezzo alla volata mondiale, che mi fa un giro a vita persa causa contratto da rinnovare con la Williams, aveva in realtà un fine più alto e recondito. Quale? Infierire su Rubinho. Ma certo, ragazzi. La storia è presto detta. Barrichello, vecchia lenza di casa Williams, sta davanti al cruccone pupillo di Willy Weber ogni tre per due. E’ tutto l’anno che il biondino di Interlagos fa fare al biondone di Emmerich la figura del pacco. Ma come, non è Nico l’uomo del futuro? Continua a leggere

La strana coppia

Tom e Jerry, Rubens e Michael benvenuti alla nuova puntata di c’eravamo tanto odiati.

Se ne vanno gli anni, cambiano squadre e contesti ma i due non perdono occasione per bisticciare, azzuffarsi, chiamare in causa la maestra.

A dire il vero la dinamica è sempre la stessa: il topo che provoca, il gattone un po’ ingenuotto finisce nella trappola e si prende la padellata in faccia.

Rubens si lagna, Michael chiede scusa. Non fosse che la faccia del pentimento è quella di uno che sa di aver stravinto ancora una volta. Continua a leggere

Barrichello offusca Schumi

Alzi la mano chi avrebbe mai ritenuto possibile commuoversi di fronte a Rubinho. Bè, la smentita arriva da qui, da questo motorhome Williams sotto la pioggia di Spa. Riempito che neanche l’Hollywood a capodanno, con tutto il paddock a festeggiare i 300 di Barrichello.

Ecco, vederlo con gli occhioni lucidi, la maglietta commemorativa (larga!), il sorrisone fisso e i parenti incatenati al calice alto è stato commovente. Lui davanti alla mega torta fatta a Giro dell’oca, con i fumetti dei momenti migliori dal via (1993) in su. Lui con il papà che è lui un po’ più grande, con la sorella che è lui con la parrucca, per uno stampo di casa che nemmeno i Simpsons. Continua a leggere

Il campione? C’è già

Rubens Barrichello è il vincitore morale di questo campionato del mondo. Ma sì, una bella lezione. A Jenson Button per cominciare che probabilmente campione del mondo lo sarà per davvero; a chi critica Rubinho da un pezzo (noi compresi) per un rendimento non sempre di prima classe. La voglia e l’entusiasmo che sta mettendo in pista il trottolino di San Paolo è ammirevole. Ed offre un controbalzo alle apparenze del proprio destino. Continua a leggere