Button: fallo ora

Per i sudditi di sua Maestà britannica Jenson Button è un campione più che degno. Nessun dubbio sul fatto che il biondino meriti il titolo.

I motivi? E’ stato travolgente nelle prime gare. Ha vinto 6 volte (e non è ancora finita). Non ha colpe se il livello di questa stagione è basso. Ha saputo affrontare con grande dignità gli attacchi di inizio stagione alla Brawn e in più ha retto bene anche quando tutti gli altri team hanno recuperato sulla questione diffusore. Questo pensano gli inglesi e per alcuni versi vien voglia di dar loro ragione.

E’ vero, ad esempio, che Jenson Button si è ritrovato una monoposto da urlo ad inizio stagione ma nulla toglie alla sua dignità visto che al momento non si conosce campione del mondo che non avesse una macchina vincente da guidare. Continua a leggere

Rubinho pensaci tu!

La rivincita dei Nerds non lo scriviamo, non sarebbe carino, ma vedere Rubinho che si mangia il Bello della diretta fa un certo effetto. Soprattutto ai Nerds. Perchè il Pensionato (copyright, lo ricorderete, di Briatore) fa una gara impeccabile, sfrutta il fatto che stranamente dal muretto non arriva il solito aiutino a Giasone, e mi rosicchia un bel 2 punti al Giasone medesimo, concedendosi il lusso di dargli uno schiaffetto morale.

E’ lui, l’uomo con la faccia da secondo, l’ultimo e l’unico in grado di cambiare il copione dell’annata. Via Vettel, via Webber, fuori Raikkonen (e a dirlo, oggi, è l’aritmetica), caro Rubens ti becchi tutte le aspettative dei non buttoniani. Mancano quattro gare, non moltissimo in effetti, ma quei 14 punti di vantaggio inglese iniziano un po’ a traballare. Continua a leggere

Rubens: sogni e vendette

Diciassette righe su un foglio, un minuto e quarantadue secondi sull’asfalto. E’ la distanza che passa tra il rosso passato e quello presente. Tra Rubens Barrichello e Luca Badoer.

Rubinho ha il cavallino nel passato con un’ultima vittoria datata 26 settembre 2004, Cina. Nel frattempo un soffio della sorte l’ha tolto, quest’anno, dall’elenco dei pensionati spingendolo fino ad un sogno mondiale che, con sei gare dalla fine del campionato e 18 punti di ritardo da questo Button, potrebbe anche diventare realtà.

Badoer è il presente rosso, fatto di improvvisazione, sofferenza e denti stretti. Barrichello è lamentoso e sempre ha mal sopportato il ruolo di scudiero di Schumacher a Maranello, ma alzi la mano chi almeno una volta non ha avuto un moto d’affetto per Rubinho-Calimero. Continua a leggere

Gli ordini? Garçon Barrichello…

Gli ordini di scuderia danno sui nervi, va bene, e non inizamo con le critiche e i commenti sul valore dello sport e bla bla. Chiedete a Barrichello, visto oggi dopo la gara come nemmeno dopo gli scapaccioni puntuali presi da Schumi ai tempi d’oro.

Ma senza ordini di scuderia, o se preferite senza un ruolo di prima guida o senza un trattamento che possa dare una virgola in più a chi nel box ha più talento non vinci, quantomeno non raggiungi i bersagli grossi. Si parla di Red Bull, evidentemente, la macchina più cattiva e veloce delle ultime due gare, vedi doppia doppietta.

Ecco, se però la doppietta una volta è così e una è cosà (VettelWebber, Webber-Vettel) rischi di fare come la Ferarri quando non si decideva tra Raikkonen e Massa: perdi punti straimportanti pensando al finale di Abu Dhabi. Continua a leggere

Barrichello, e chi t’ammazza?

Non c’è nessuno al mondo in grado di vivere il ruolo di secondo perenne, come Rubigno. C’ha provato a crederci di non esserlo (secondo naturale) in qualche, raro, scampolo di convivenza con Schumacher. Poi, s’è fatto due calcoli e ha detto sai che c’è? Va bene così.

E se ci pensate, chi l’ammazza? Va per i 38, è pieno di soldi, ha due bimbi che sono una meraviglia, una moglie più bella di ogni ottimistica previsione e la F1 come hobby! In più, ogni tanto si prende delle ottime soddisfazioncine, tipo dare una lezione in qualifica al più leggero Button come qui, sotto il Reno. Continua a leggere