Le opinioni e i commenti

Poche righe per spiegare a chi frequenta questo sito la ragione che ha portato all’interruzione dei commenti alle opinioni. Il motivo è piuttosto semplice: si è passato il segno. Forse non ho l’età o la mentalità adatta a questo mezzo, non so. So, al contrario, di utilizzare il sito per offrire spunti, impressioni, commenti e notizie, come mi spetta. Nel farlo mi espongo, così come accade a chiunque scriva su un mezzo di informazione. E il fatto di aprire un dialogo sfruttando il sito l’ho sempre considerato come un passo avanti a disposizione dei lettori e di chi scrive. Sbagliando. Perché questo modo di corrispondere è solo involutivo, peggiorativo, non produce nulla di buono. Continua a leggere

A proposito di questo blog

Mi permetto di occupare questo spazio per trattare , una tantum, di questo stesso spazio. La richiesta di iscrizione, così dibattuta tra i lettori, è stata decisa per una serie di ragioni più o meno condivisibili. Mi rendo conto che si tratti di una complicazione che riduce il numero degli interventi ma è anche vero che l’iniziativa può essere vista come uno stimolo al rispetto. Delle regole, degli altri, delle proprie opinioni.

Tutta roba un po’ controcorrente dato l’uso e l’abuso che si fa spesso di un blog e delle regole, appunto, più largamente intese. Lo dico sinceramente e, mi pare, onestamente. Ho ricevuto insulti e sberleffi: ci stanno. Ho risposto in qualche caso, ottenendo dosi rincarate di “vaffa” talvolta gratuiti. Va bene. Però mi pare che talvolta non venga colta la differenza che sta tra un giornale, dove la distanza tra chi scrive e chi legge è quasi incolmabile, e un blog come questo.

La stagione motoristica al varo è densa di temi caldi, sui quali contiamo di proporre, stimolare e dibattere. Credo sia giusto farlo in regime di parità. Vale a dire firmando tutti, in qualche modo, ciò che viene espresso. Così dovrebbe accadere sempre, con le responsabilità connesse. E’ pieno il mondo di gente che lancia pietre e poi ciao. Beh, credo che faccia piacere a molti di voi correggere il tiro. Chi non ci sta, semplicemente, mi pare, perde una occasione. Per se stesso e per le persone con le quali vorrebbe davvero comunicare. Un saluto e a presto

Giorgio Terruzzi