Questa F1 che perde i pezzi

Dopo la Honda, dopo la Kawasaki, dopo la Bridgestone, si ritira la Toyota. Niente più Formula 1, causa crisi internazionale. Una crisi che in Giappone viene vissuta con ansie particolari. Ma i cocci cominciano ad ammassarsi sulla pista e rappresentano anche il conto di un anno scellerato la cui responsabilità è per buona parte del vertice federale che ha tralasciato di ragionare per fare braccio di ferro con i costruttori. Continua a leggere

Le gioie terribili

E’ un piacere veder sorridere Fisichella e Trulli, soprattutto su una pista così, buona per gente tosta.

Quindi, con gratitudine e rispetto ci permettiamo di osservare quanto segue. Force India, Toyota e BMW occupano a sorpresa, per la prima volta in assoluto i primi tre posti della griglia. Sono tre squadre nei guai.

La Force India è sopraffatta dai debiti e dai creditori; la Toyota è sull’orlo del ritiro dalla Formula 1, la Bmw ha già annunciato l’abbandono. Ora, abbiamo fatto troppi chilometri sui marciapiedi della F1 per non avvertire uno strano olezzo. Continua a leggere

L’errore e l’onore

L’errore è quella cosa che al Mugello Rossi non si può permettere. L’errore è quella cosa che ti porta a girare con le gomme dure in condizioni di aria e pista fredda quando tutti usano le morbide. L’errore in questo caso è clamoroso. L’esito pure, per Valentino. Ed è una festa per Stoner e Lorenzo.

Ha a che fare con avversari duri, dinamitardi, dai giovani Stoner, Lorenzo e Dovizioso, al vecchio Capirossi. Che quello di Stoner sia stato un Mugello capolavoro è scontato, lì da vedere, molto più della scelta drastica e penalizzante di fidarsi di un consiglio violento. Perché  va bene lavorare in maniera più aggressiva rispetto ai colleghi/avversari dell’altra metà della Yamaha, ma va meno bene affidare in esclusiva alle intuizioni di Peter tecnico della Bridgestone la scelta che vale la gara. Continua a leggere

Monogomma bucata

Rossi e StonerRossi e Stoner sono come la punta della freccia,  che si conficca e devasta mentre il fusto resta fuori, un po’ inutile al termine del suo volo.

Sono due fuoriclasse, due che a questo punto in qualche modo si equivalgono nella capacità di gestire la velocità e la vittoria; due che per questo, come la punta della freccia,  hanno tra le mani un potere che va usato nel verso giusto.

Sì perchè qui a Motegi abbiamo intanto ritrovato un “problema gomme“. Continua a leggere