Questa volta non vince nessuno

Bernie EcclestoneVeleni, accuse, ricorsi. Davvero non ne possiamo più. Il mondiale è partito. Hanno stravinto – da previsione – le Brawn Gp. Nel team hanno ovviamente il morale sulla luna, gli altri macinano rabbia. Ok questa storia l’abbiamo sentita tanto, addirittura troppo. Non facciamo i romantici, non scomodiamo Cenerentola e tutta la sua corte di banalissima retorica.
Hanno aggirato il regolamento; hanno approfittato di una lacuna, un vuoto; hanno interpretato meglio degli altri facendo valere l’ingegno (che poi in Formula 1 è virtù piuttosto gradita).
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Il destino sta scherzando

La BrownGp ai box

Brawn, come previsto. Con una gabola, secondo Ferrari&C. Vedremo.

Intanto, dentro questo primo, clamoroso risultato, c’è una bizza del destino altrettanto fuori media. Jenson Button, una volta, era considerato l’eroe promesso del motorismo non solo britannico. Biondo e bello, veloce e scrocco. Perfetto. Conteso.

Sino a quando non è apparso sulla scena Lewis Hamilton, in tutto opposto a lui. Una apparizione e poi un tifone che ha cacciato Button in un angolino, complice quel disastro agonistico che fu la Honda. Bene: non solo Button si trova all’improvviso al centro della scena. Si ritrova lì dopo aver rischiato di restare senza lavoro (causa ritiro della stessa Honda) mentre proprio Hamilton piomba in un’ombra assoluta, retrocesso 18esimo addirittura, perduto laggiù. Continua a leggere