Senna e Senna

Cari malinconici degli anni che furono – convinti che il passato sia nettamente meglio del presente – mettetevi comodi. Perchè l’ultima conferma della tesi arriva dalla Formula 1. Dove c’era un Senna in nero Lotus Renault che scuoteva gli animi, dove c’è la versione odierna che, con tutto il rispetto, non scuote proprio niente. Sarà lui, Bruno, a prendere il posto dello spento Heidfeld, domenica a Spa. Lui che però si chiamerebbe Bruno Lalli, se non avesse ben pensato di acciuffare il cognome di mamma Viviane (la sorella di Ayrton).
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Il destino sta scherzando

La BrownGp ai box

Brawn, come previsto. Con una gabola, secondo Ferrari&C. Vedremo.

Intanto, dentro questo primo, clamoroso risultato, c’è una bizza del destino altrettanto fuori media. Jenson Button, una volta, era considerato l’eroe promesso del motorismo non solo britannico. Biondo e bello, veloce e scrocco. Perfetto. Conteso.

Sino a quando non è apparso sulla scena Lewis Hamilton, in tutto opposto a lui. Una apparizione e poi un tifone che ha cacciato Button in un angolino, complice quel disastro agonistico che fu la Honda. Bene: non solo Button si trova all’improvviso al centro della scena. Si ritrova lì dopo aver rischiato di restare senza lavoro (causa ritiro della stessa Honda) mentre proprio Hamilton piomba in un’ombra assoluta, retrocesso 18esimo addirittura, perduto laggiù. Continua a leggere