Prepariamoci

Stagione finita, Rossi campione del mondo, ma a secco di vittoria per quattro gare consecutive. Stoner torna più forte di prima e c’era anche da aspettarselo perché prima stava male e adesso sta proprio bene. Poi Lorenzo invariato nella sua caparbietà che l’ha reso vincitore prima e sconfitto, con dignità, poi.

Quindi Pedrosa, a dispetto di una vittoria meravigliosa nell’ultima gara, che è un po’ l’anello debole della straordinaria catena.

E’ difficile pensare ad una MotoGP del 2010 che sia radicalmente diversa da quella che abbiamo appena visto. Ci auguriamo che aumentino i sorpassi, perché un solo passaggio memorabile come quello di Barcellona all’ultima curva di Rossi su Lorenzo, nell’economia di otto mesi di corse è troppo poco. Ci auguriamo, anzi lo sospettiamo con forza, che Ben Spies sia uno pronto per avvicinarsi ai quattro. Continua a leggere

L’errore e l’onore

L’errore è quella cosa che al Mugello Rossi non si può permettere. L’errore è quella cosa che ti porta a girare con le gomme dure in condizioni di aria e pista fredda quando tutti usano le morbide. L’errore in questo caso è clamoroso. L’esito pure, per Valentino. Ed è una festa per Stoner e Lorenzo.

Ha a che fare con avversari duri, dinamitardi, dai giovani Stoner, Lorenzo e Dovizioso, al vecchio Capirossi. Che quello di Stoner sia stato un Mugello capolavoro è scontato, lì da vedere, molto più della scelta drastica e penalizzante di fidarsi di un consiglio violento. Perché  va bene lavorare in maniera più aggressiva rispetto ai colleghi/avversari dell’altra metà della Yamaha, ma va meno bene affidare in esclusiva alle intuizioni di Peter tecnico della Bridgestone la scelta che vale la gara. Continua a leggere