Il giorno dello squalo

La vittoria di Hamilton serve a ridare lustro ad una stagione anomala, finora divertente soltanto per gli amanti della statistica e del caos. La vittoria di Hamilton riporta ad un principio di ordine, a delle certezze che quest’anno sono venute a mancare ma non a beneficio di questo sport. Hamilton vince perchè è fortissimo di testa, perchè ha un’esagerazione di talento, perchè la McLaren è la macchina più stabile e veloce di questo mondiale. Continua a leggere

I magnifici 6

I magnifici 6 campioni del mondo hanno mostrato la prima mano di carte servita da questo Mondiale. Carte ottime per Hamilton e Button, due che giocano con stili e sistemi diversi. Forse, sulla coppia serve fare ammenda e rettifica perché viene il sospetto che Jenson si sia dedicato allo studio più di Ginetto sino a sovvertire la gerarchia. Lo si è visto a Melbourne dove proprio il Gino era arrivato tonico e lucido come uno che ha smesso di fare pirlate. Il che, magari, non basta per tenere dietro un compagno dato perdente nel duello interno da tutti, compresi noi, un anno fa. Continua a leggere

Una gara-omaggio

A furia di fare il padrone, Vettel ha perso qualche abitudine comune ad altri. Tipo beccare un gavettone mentre ti trovi in testa, tipo arrendersi ai box causa guasto, tipo concedere il centro del palcoscenico a dei colleghi, tipo andare a raccontare cosa ti è capitato anche se l’umore è scuro scuro.

A furia di gufare questo ragazzo trasportato da un talento magnifico e da una machina perfetta, è arrivato un pizzico di rogna pure per lui. Robetta, visto che il filotto smaltato si è protratto da gara uno a gara 17, un numero del quale si poteva diffidare. Continua a leggere

Le squadre zoppe

Vettel è magnifico, Button è sorprendente, Alonso è un martello. Va bene, ma gli altri tre?

Webber, compagno di Vettel è imbarazzante; Hamilton, compagno di Button è svaporato; Massa, compagno di Alonso è evaoprato. Tre squadre zoppe, tre secondi piloti di talento ingabbiati per ragioni diverse in altrettante nubi. Il tutto per un panorama deprimente. Il divario tra i due piloti Red Bull pare troppo ampio, pur considerando il lungo momento felicissimo di Sebastian, qualche scelta del team a lui favorevole. Ma Webber è l’ombra del pilota che un anno fa ha lottato per il titolo, non imbrocca una partenza, un ritmo decente se non nel finale di troppe corse. Continua a leggere

Buoni o cattivi?

Una bella birra per tutti e sotto con la discussione: meglio essere Button o Hamilton? Non alludiamo alle rispettive fidanzate, per carità, quello rientra nei gusti personali, condivisibili o meno. Parliamo di stile, approccio di guida. Mentalità. Meglio non pensare nemmeno un millesimo di secondo prima di attaccare o studiare le possibili variabili di una manova come un perfetto professore in giacca e farfallino? Rende di più, a fine gara o a fine campionato, l’impeto dell’attaccante o la razionalità del playmaker? Continua a leggere