Gomme vecchie, polemiche nuove

La gamma di pneumatici cambierà dal Gp del Canada del 9 giugno. Così hanno deciso i vertici della Pirelli dopo aver analizzato i numeri di Barcellona, con 77 soste ai box e problemi che hanno a che fare anche con la sicurezza. Le nuove coperture – garantisce la Pirelli – saranno un mix tra la filosofia del progetto  2012 e quello attuale. Il cambio di rotta potrebbe avere notevoli conseguenze per le squadre che hanno progettato macchine in grado di gestire meglio il degrado, causato dalle alte temperature di esercizio. Uno scenario che potrebbe avere conseguenze negative per Ferrari, Lotus e Force India, team che hanno lavorato in questo senso.  Continua a leggere

Il giorno dello squalo

La vittoria di Hamilton serve a ridare lustro ad una stagione anomala, finora divertente soltanto per gli amanti della statistica e del caos. La vittoria di Hamilton riporta ad un principio di ordine, a delle certezze che quest’anno sono venute a mancare ma non a beneficio di questo sport. Hamilton vince perchè è fortissimo di testa, perchè ha un’esagerazione di talento, perchè la McLaren è la macchina più stabile e veloce di questo mondiale. Continua a leggere

Per fermare Hamilton

Per fermare Ginetto Hamilton servirà un intero repertorio di magie.

Lo pensa Button, scavalcato in classifica e nelle prestazioni in pista tra la Turchia e Montreal. Lo pensano Webber e Vettel, reduci da una gara disastrosa sul fronte tattico.

Lo pensa soprattutto Alonso che da sempre considera il Gino come avversario principale per la conquista del titolo. Il problema è che l’intero repertorio cacciato sulla pista canadese non è bastato e non basterà. Continua a leggere

Il vecchio che avanza

Siamo qui a cercare di liberarci di Mosley e Mosley, alla canna del gas, fa partire il siluro che affonderà definitivamente la flotta. Il siluro è piccolo e micidiale, di fabbricazione francese. Nome in codice: Jean Todt. Le conseguenze di questa mossa vagheggiata e in realtà pronta da un pezzo saranno devastanti e deprimenti perché rischiamo di avere al vertice di un sistema che aspira a sbarazzarsi di ogni orpello, ogni conflitto di interesse, ogni assenza di modernità, un uomo che ha se stesso, da sempre, al centro del proprio panorama, che rappresenta una modalità del fare vetusta, uterina, per nulla sintonizzata con ciò di cui questo sport- provato da troppe esperienze del genere- ha assoluto bisogno.
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