E’ Checa il prototipo Sbk

La copertina di questa Superbike australiana ha il faccione sorridente e squadrato di Carlos Checa. Detto del dominio Aprilia, che unisce allo stato di grazia della RSV4 una strategia perfetta per volare sulle Pirelli, è comunque il Toro che impersonifica più di tutto la ruvida filosofia del campionato.

Pronti via è in ospedale (per l’occlusione intestinale), si mette in pista e tira un volo da ringraziare tutti e tornare a casa, firma una superpole sulla quale neanche i ducatisti avrebbero scommesso mai e chiude con un’altra mazzata in grado di piegare un peso massimo di 25 anni. Mazzata figlia dell’impeto di voler andare oltre i limiti di una Panigale ancora da sviluppare. Poi? Poi un po’ di ospedale e via, aereoporto direzione Europa con la testa su Aragon, 14 aprile, e sui 45 punti da recuperare.

Un pazzo? Dipende dai punti di vista. Senz’altro uno che si prende per ora la copertina del mondiale, con quelle rughe in faccia che farebbero pensare a una station wagon, con bambini e cane dietro, e invece continuano a farsi strizzare dentro un casco, come se niente fosse. Un ritratto in bianco e nero di Richard Avedon, con barba di due giorni, capelli schiacciati e occhi che brillano. 41 anni dopo l’estate, è lui il prototipo SBK: “niente fighetti, gas spalancato e poche scene”. Lui, in mezzo ad altre facce pronte per la copertina, tra botte, fratture e interventi che tanto incutono rispetto a chi da casa segue,  poltrona in pelle, come la tuta.

Cookie SBK: dentro il box Ducati

Si è appena conclusa l’ultima giornata di test ufficiali della SBK a Phillip Island, dominati da Carlos Checa. Lo spagnolo è finalmente riuscito a sfruttare il potenziale della Ducati 1199R gestita dal Team Alstare, dimostrando che la nuova creatura uscita dagli stabilimenti di Borgo Panigale può tenere testa all’agguerrita concorrenza. Nella foto vi mostriamo un’inedita immagine senza veli della moto di Checa, con il mono-ammortizzatore posteriore laterale in bella vista. Continua a leggere

In Australia i big inseguono

Demolire del tutto una moto rischiando la pelle nei test privati (giusto tre giorni fa) non ha demolito in compenso il pilota protagonista della prodezza. La Suzuki si rilancia con Leon Camier, il piú veloce in pista dopo la prima giornata dei test Dorna-Infront (o come diavolo si vogliono definire). Siamo a quattro decimi dalla best pole ottenuta da Checa con gomma da qualifica due anni fa: 1.30.882 per lo spagnolo nel 2011, 1.31.243 per il Camier di oggi. Vero é che Phillip Island è completamente riasfaltata e ci si dovrebbe aspettare un netto miglioramento rispetto al passato recente, quando l’asfalto era pieno di sconnessione ed avvallamenti che avevano nell’australiano Stoner il primo critico. Ma è anche vero che il tracciato non è ancora gommato per bene, fa caldissimo con temperature a terra vicine ai 55 gradi, e a volte ci si mette pure il vento. Ora di domenica prossima, quando il mondiale partirà, miglioreranno tutti. Continua a leggere

Da zero a cento

Bisogna bruciare i tempi, come uno zero a cento da dragster. Con uno come Lorenzo che è libero e incontrastato davanti a tutti, uno come lui che non avverte il peso della responsabilità ma lo onora, la MotoGP di adesso soffre la mancanza di duelli all’ultima curva.

Gli avversari di Lorenzo forse giusto qui a Barcellona possono pensare di infastidirlo, perché Pedrosa al Montmelò è sempre andato forte, perché i risvegli di Stoner sono sempre più apprezzabili e concreti, e la politica razionale di Dovizioso non ti mette mai in condizione di tagliarlo fuori dal podio. Però è un fatto che, anche se i piloti son tornati 17, la griglia soffra di mancanze sensibili. Ci son due collaudatori senza speranze ed è come se partissero in quindici.

Nelle corse di Lorenzo non c’è Rossi ed è una questione che allo spagnolo giova, ma a questa forma di divertimento manca moltissimo. Continua a leggere