Desmo Cal

Anno 2012: Dovizioso arriva in Yamaha, Crutchlow è al suo terzo anno nel box Tech 3. Finisce con Andrea a quota 218 punti (quarto) e Cal settimo a 151. Le cadute o le rogne british (tipo la rottura all’ultimo giro in Giappone) fanno parte di un campionato: sta di fatto che a parità di moto l’inglese matto
le becca dall’italiano meticoloso. Conclusione: ha fatto male? E se invece
avesse fatto bene? Se invece quel che serve fosse una bella, sana, pesante, dose di follia stile Stoner? Non facciamo paragoni pericolosi, va bene, ma numeri e
statistiche dicono che chi si è messo lì negli anni a studiare i dettagli rossi
non ha mai combinato gran che. Continua a leggere

Marquez, sorpasso in classifica

GP di Germania Guardando Marc Marquez lo diresti un discolo di quelli americani dello skateboard, con la faccia da ragazzetto tricky, furbo e incontenibile. Invece questo passa facili i 300 all’ora in moto e al Sachsenring – che è una specie di ottovolante nauseabondo di su e giù – vince, solo, la sua seconda gara della sua prima stagione in MotoGP. Approfitta delle assenze degli ospedalizzati Lorenzo e Pedrosa. Clavicole rotte e capogiri li costringono ad una sosta forzata, che consente al Cabroncito di scavalcarli nel mondiale e passare in testa. Continua a leggere

Yamaha no, Ducati sì

Mentre la Honda va così forte con Pedrosa da incappare nell’anonimato che di solito viene riservato alle fughe solitarie, il fuoco dopo Le Mans si sposta su Yamaha e Ducati. Al di là del fascinoso scambio di moto tra Rossi e Dovizioso, in Francia accadono un sacco di cose eccezionali che diventano tema da cappuccino o aperitivo, secondo l’ora di frequentazione del bar. Ma non possono e non devono diventare fuorvianti.  La gara di Dovizioso con la Ducati è straordinaria. Va bene. L’ingaggio con Pedrosa finché dura è millimetrico e persino duro pensando a due tra i piloti più corretti e refrattari alla bagarre dell’intero circondario. Va bene. Continua a leggere

L’ultima spiaggia di Dani

Ma lo sa Pedrosa che questa è l’ultima spiaggia? Sembra proprio di sì. È l’ultima spiaggia del box, e concedeteci un po’ di esasperazione simil calcio (quando si parla di scudetto
dopo la prima giornata) perché la psicologia conta e c’è da tener dietro Marquez, per la prima volta nell’anno, dopo esserci finito dietro nelle prime due gare. Lo sa, sembra
saperlo Dani, che questo jolly – sull’asfalto di Jerez ha imparato ad andare in moto, prima di imparare a camminare – non è da sprecare, tanto più che vedere il fenomenino Marc con, addirittura, qualche difficoltà sembra una visione. Continua a leggere

Amici motociclisti

Amici motociclisti, appassionati delle strade, dei sentieri e anche delle corse, lasciatevelo dire: non basta. Nessun curriculum di chi non abbia corso ad altissimo livello sarà mai sufficiente a togliere noi (ci inseriamo anche noi che viviamo il paddock per più di 100 giorni l’anno) dal semplice ruolo di orecchianti. Il vostro/ nostro giudizio sulle questioni tecniche e sulle scelte intraprese da team e piloti per indirizzi di sviluppo e motomercato, per quanto ragionato sarà sempre troppo superficiale per essere pienamente credibile. Al punto che, proprio per questo, spesso ci criticate. Mi riferisco a ciò che sto leggendo nei vostri commenti sulla questione dell’ingaggio di Dovizioso da parte di Ducati e anche sull’abbandono di Rossi. Continua a leggere