Schumi, un bel tormentone

Ha stracciato la pazienza di chiunque, diciamolo pure, ma ciò non toglie che sarebbe mooolto interessante, inutile nasconderlo. Schumi che rientra? Tormentone che, appunto, ci sta strapazzando l’inverno, ma che fa venire l’acquolina solo a pensarci.

A quella vecchia volpe di Mr E. (per i meno intimi: Bernie Ecclestone) non sembra vero di sganciare l’ennesima dichiarazione sibillina, sussurrando al Times che no, non si tratta solo di voci e, dovesse concretizzarsi, la cosa sarebbe davvero magica. Continua a leggere

Todt, vedremo…

Il nuovo presidente della Federazione Internazionale, Jean Todt, somiglia molto al vecchio, Max Mosley. Non a caso era il candidato prescelto per la successione. Per la quale il francese ha mobilitato persino Schumacher, più una serie di personaggi più o meno decisi. La sua elezione era scontata e non elimina e perplessità di chi spera che la Federazione Internazionale cambi segno, che esca da maneggi costanti e oscuri, che faccia politica sportiva illuminata, che la finisca di offrire una commistione tra interesse privato e pubblico ufficio. Continua a leggere

Le prove dove sono?

Flavio Briatore radiato da ogni attività motoristica a tempo indeterminato, non potrà più nemmeno gestire piloti impegnati in gare ufficiali. Questa la decisione del consiglio mondiale Fia. Una condanna all’ergastolo, accanita, severissima. Ben più grave della squalifica per 5 anni inflitta al capotecnico Symonds mentre a Nelsinho Piquet che pure ha cospirato per produrre l’incidente volontario di Singapore viene garantita totale immunità.

Le prove? La Fia si è accontentata dell’ammissione di colpa offerta dalla Renault che diventa quindi la principale accusatrice del manager italiano. Il quale ha ora la sola possibilità di ricorrere presso al giustizia civile, cosa che farà senz’altro a brevissima.

Abbiamo ipotizzato che questo processo potesse somigliare ad un regolamento di conti. Questa sentenza per molti verso lo conferma. Abbiamo ipotizzato un doppio patto tra la Fia Piquet e la Renault. Questa sentenza non cancella il sospetto. Perché non contiene alcuna spiegazione, alcuna prova esplicita. Continua a leggere

Godiamoci la pace

Prosperità e stabilità. Sono le due parole chiave che definiscono questa nuova era della Formula 1. Uno sport che riparte dal nuovo Patto della Concordia, firmato nella tarda notte di venerdì da Max Mosley, Presidente della Fia.

Tutti felici, tutti pronti per la foto di rito. Anche se nei repertori d’immagini finisce la stretta di mano del 24 giugno scorso a Parigi fra Mosley, Montezemolo e Ecclestone. E’ quello il fotogramma che rappresenta il futuro, anche se dopo i proclami di quel giorno il Presidente aveva tentato l’ennesimo colpo di mano, una retromarcia capricciosa e testarda. Continua a leggere

Mosley ha perso. Di brutto

Fino a stamattina eravamo alle prese con una partita a poker giocata a distanza. A Parigi i giocatori si sono ritrovati allo stesso tavolo, con la possibilità di guardarsi finalmente negli occhi. Dopo i bluff di Max Mosley, i “passo” di Bernie Ecclestone, Luca di Montezemolo ha chiesto che gli avversari andassero a “vedere” il punto che aveva tra le mani, imbattibile ovviamente. Così Max Mosley ha perso di brutto, salvando almeno la forma, visto che rimmarrà al suo posto fino al mese di ottobre, quando è fissata l’elezione del nuovo presidente della Federazione. Continua a leggere