Uno spettacolo triste

AUTO-MOSS1958. La Cooper Climax rivoluziona la storia della Formula 1 portando in pista una macchina dotata di motore posteriore, soluzione già adottata negli anni ’30 da Auto Union, quando il mondiale non esisteva ancora. 57 anni fa questo sport era ancora ricerca della prestazione pura, terreno ideale per invenzioni geniali con interessi politici al limite dell’irrilevante. Oggi gli interessi in questione viaggiano più velocemente delle prestazioni delle macchine, macchine frenate da normative imbarazzanti per quanto riguarda i motori, condizionate nelle prestazioni da pneumatici che per regolamento sono fatti apposta per non reggere la distanza di una gara. Continua a leggere

Brindisi di Massa

massaE’ pure figo ora Felipe Massa 2 La vendetta! Tutto glamour e jet-set, infiocchettato com’è in quelle leggendarie e strepitose strisce Martini Racing. Carico, più convinto del solito, anzi più convinto di sempre, nel parlare di mondiale come obiettivo e di vittorie come mezzo per arrivarci. Aggiungi che sotto quelle stripes c’è tanta roba, inteso come potenzialità barra affidabilità della nuova Williams… ma non è che Felipe mi punta al colpaccio a Melbourne? Come? Il colpaccio mondiale? Bè, adesso su due piedi, sembrerebbe troppo, però: chissà cosa ne pensano in Ferrari della nuova vita del loro accompagnato alla porta. Non vogliamo riaprire vecchi capitoli, sia mai, sul talento, gli anni senza vincere, eccetera: constatiamo solo un nuovo lustro che, con un Mercedes alle spalle e quella storia rosso-azzurro-blu sulla livrea, fa pensare in grande. Massa davanti a Raikkonen?
Massa davanti ad Alonso? Certo, c’è da fare i conti con i labirinti elettronici che potrebbero sorprendere praticamente tutti in Australia, ma a maggior ragione: due euro (e un oliva) sul Martini?

Vettel non è solo Red Bull

Ventisei anni, 4 titoli mondiali di fila, 36 vittorie e 43 pole position il tutto dentro appena 117 Gran Premi. Trattasi del cartellino personale di Sebastian Vettel, pilota che chilometro dopo chilometro si prepara a riscrivere la storia della Formula 1. Prima di lui a calare un filotto del genere erano riusciti solo Juan Manuel Fangio e Michael Schumacher. Ora il prossimo bersaglio del biondino è pareggiare i conti con l’illustre connazionale,  con l’obiettivo di mettere le mani sul quinto titolo consecutivo nel 2014.  Continua a leggere

Alonso, il titolo è andato

L’anno scorso Alonso archiviò la pratica Monza con un terzo posto che gli garantiva comunque 39 punti di vantaggio su Sebastian Vettel. Come andò a finire in Brasile è scritto negli annali della Formula 1. Terzo titolo mondiale di fila per il biondino con lo sguardo di Nando perso nel vuoto, un pilota distrutto che non poteva credere di aver perso ancora una volta nella volata finale. Dodici mesi più tardi a Monza Alonso ha fatto un saltino in avanti, secondo, ma la classifica del campionato è pessima: 53 punti di distacco, il che significa due vittorie abbondanti di differenza. Insomma lo scenario tende decisamente alla dominante scura, nonostante l’impegno di un pilota che di sabato perde le staffe ma che di domenica sa sempre mettere in pista qualità e sostanza fuori dalla norma. Continua a leggere

“Tutte Alonzate”

Ha detto “geni” innanzi tutto, ma il punto non è questo e questa non è un’opinione pro Alonso. E’ uno scrittino assolutamente contro Alonso. Spiego. Avete presente la famosa regola d’oro di dire meno bugie possibili, sennò è un attimo che ti incarti? Ecco. Fernando ci ha dato due o tre spiegazioni diverse, che hanno solo fatto decollare la confusione. Una volta parla di Ricciardo in mezzo alla scia – che invece era Vergne, tra l’altro – poi invece c’era Rosberg, insomma semplicemente occasione persa.  Continua a leggere