Alla romana

Che poi li vedi lì – qui -, tutti insieme e ti rendi conto che son proprio dei ragazzi. Dei bambini, quasi. Riuniti attorno a un tavolone dello Hyunday Hotel di Mokpo, sembra la pizzata del liceo. Non è questione di rompere o cercare di origliare in un momento di privacy, è che mangiando al tavolo di fianco vedi Massa che ride come un matto, come quando si parlava, nella pizzata del liceo, del prof di matematica che sputa mentre spiega.  E giù a ridere. Continua a leggere

De Villota, un incidente evitabile

La premessa d’obbligo è il rispetto per il dramma di Maria de Villota. Detto questo occorre sottolineare il cinismo delle squadre, che per qualche dollaro in più ingaggiano a vario titolo piloti che non hanno qualità e sostanza per guidare una macchina di Formula 1. Maria de Villota non dispone nemmeno della superlicenza per poter correre un Gran Premio, ma ha un portafoglio utile per indossare la divisa della Marussia. La Marussia appunto. Continua a leggere

I nervi di Vettel

Fanno sorridere le dichiarazioni di Sebastian Vettel, uno che ha smesso di ridere dopo aver riso molto a lungo. Offendere un collega, Karthikeyan, peraltro, modesto e poco difendibile, non è cosa da campione, da gentiluomo, insomma da Vettel, che resta un ragazzo molto per bene, molto forte, molto dotato, molto fortunato. A differenza del piccolo indiano. Il quale è un po’ imbranato, certo, ma pochissimo responsabile del bilancio malese di Sebastian.  Avendo a che fare con un pilota lento, doppiato e notoriamente imbalsamato, Vettel, semplicemente, ha sbagliato qualche calcolo e si è ritrovato con la gomma tagliata. Sono cose che capitano, intendiamoci. E sono anche cose che possono capitare ad un campione del mondo, senza bisogno di metterla giù dura, in un verso o nell’altro. Continua a leggere

I magnifici 6

I magnifici 6 campioni del mondo hanno mostrato la prima mano di carte servita da questo Mondiale. Carte ottime per Hamilton e Button, due che giocano con stili e sistemi diversi. Forse, sulla coppia serve fare ammenda e rettifica perché viene il sospetto che Jenson si sia dedicato allo studio più di Ginetto sino a sovvertire la gerarchia. Lo si è visto a Melbourne dove proprio il Gino era arrivato tonico e lucido come uno che ha smesso di fare pirlate. Il che, magari, non basta per tenere dietro un compagno dato perdente nel duello interno da tutti, compresi noi, un anno fa. Continua a leggere

Sarà vero?

La Formula 1 è un paese dove la verità è merce rarissima. Si mente spesso. Per evitare di scoprirsi di fronte agli avversari, celare una strategia, nascondere una nuova invenzione. Chi guarda è impotente, non ha i mezzi per sapere con certezza se l’interlocutore stia mistificando la realtà. Ha solo, costantemente, il dubbio come possibilità critica. Continua a leggere