Avanti c’è posto

Di solito la proposta salta fuori in agosto, quando lo spazio da riempire è sempre lo stesso ma le notizie scarseggiano. Così come l’amorazzo balneare tra il calciatore e la velina, o il colpo del fantamercato; anche la Formula 1 ha sempre avuto il suo tormentone da ombrellone. Questo ferragosto ci sarebbe la terza macchina di cui straparlare. L’idea stavolta non è frutto della disperazione di qualche giornalista ma è stata messa nero su bianco su un documento delle Fota del 29 luglio  ( www.teamsassociation.org/press-release/2009-07-29/statement-fota-secretary-general ). Insomma ne hanno parlato nei salotti buoni, frulla per davvero nella testa di Montezemolo e Briatore. Forse per questo e solo ora ci si rende conto che la questione per quanto affascinante dal punto di vista del marketing, è un giochino un po’ vuoto. Continua a leggere

Godiamoci la pace

Prosperità e stabilità. Sono le due parole chiave che definiscono questa nuova era della Formula 1. Uno sport che riparte dal nuovo Patto della Concordia, firmato nella tarda notte di venerdì da Max Mosley, Presidente della Fia.

Tutti felici, tutti pronti per la foto di rito. Anche se nei repertori d’immagini finisce la stretta di mano del 24 giugno scorso a Parigi fra Mosley, Montezemolo e Ecclestone. E’ quello il fotogramma che rappresenta il futuro, anche se dopo i proclami di quel giorno il Presidente aveva tentato l’ennesimo colpo di mano, una retromarcia capricciosa e testarda. Continua a leggere

Il vecchio che avanza

Siamo qui a cercare di liberarci di Mosley e Mosley, alla canna del gas, fa partire il siluro che affonderà definitivamente la flotta. Il siluro è piccolo e micidiale, di fabbricazione francese. Nome in codice: Jean Todt. Le conseguenze di questa mossa vagheggiata e in realtà pronta da un pezzo saranno devastanti e deprimenti perché rischiamo di avere al vertice di un sistema che aspira a sbarazzarsi di ogni orpello, ogni conflitto di interesse, ogni assenza di modernità, un uomo che ha se stesso, da sempre, al centro del proprio panorama, che rappresenta una modalità del fare vetusta, uterina, per nulla sintonizzata con ciò di cui questo sport- provato da troppe esperienze del genere- ha assoluto bisogno.
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Mosley ha perso. Di brutto

Fino a stamattina eravamo alle prese con una partita a poker giocata a distanza. A Parigi i giocatori si sono ritrovati allo stesso tavolo, con la possibilità di guardarsi finalmente negli occhi. Dopo i bluff di Max Mosley, i “passo” di Bernie Ecclestone, Luca di Montezemolo ha chiesto che gli avversari andassero a “vedere” il punto che aveva tra le mani, imbattibile ovviamente. Così Max Mosley ha perso di brutto, salvando almeno la forma, visto che rimmarrà al suo posto fino al mese di ottobre, quando è fissata l’elezione del nuovo presidente della Federazione. Continua a leggere

Sir Max l’immortale

Si dice che il potere dia alla testa. Che chi ne ha troppo perda i riferimenti. A volte succede e quando accade è uno spettacolo triste, perché rasenta il ridicolo. E’ il caso delle ultime uscite di Max Mosley, del suo progressivo radicarsi su posizioni che poco hanno a che vedere con il bene dello sport. E’ un peccato perché avrebbe potuto trattare alcuni temi importanti con logica e mantenendo il rispetto per i suoi interlocutori, vale a dire i team. Invece si è fatto schiacciare dal suo ego trasformando questioni di interesse comune nell’occasione per affermare se stesso. Punto.

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