Beati i primi

Niente più divieti per gli ordini di squadra. La decisione, attesa e preannunciata, diventa ufficiale. E rende trasparente un comportamento diffuso e mascherato più o meno efficacemente sino a ieri. La ragione di squadra, del resto, prevale sempre, soprattutto in uno sport che fa ballare una quantità enorme di denari. Quindi, una buona notizia che arriva, paradossalmente, a poche settimane da un doppio titolo mondiale assegnato a chi, all’apparenza, ha evitato ogni manovra interna. Continua a leggere

Sorpasso e polemiche… da bar

Giro 49 del Gran Premio di Germania. Massa alza il piede Alonso passa. Sequenze buone per alimentare le discusssioni da bar, per agitare l’animo dei moralisti da un colpo e via. Per farsi un’idea di quanto accaduto occorre un’analisi lucida della corsa, prendere in considerazione chi alla Ferrari può davvero lottare per il titolo. Partiamo dall’inizio. Continua a leggere

Red Bull, un team spaccato

566 millesini, mezzo secondo abbondante. Si tratta del distacco che Mark Webber ha accumulato da Sebastian Vettel nel giro secco di Hockenheim. Un intervallo esagerato perché si discosta troppo da quelli che fin qui sono stati i dati di realtà nella prestazione pura della coppia Red Bull. Ma i tempi delle qualifiche tornano utili per sottolineare una frattura ormai insanabile all’interno della squadra. Insomma il ritratto del gruppo unito e sempre allegro si è dimostrato per ciò che era, una finzione buona per la pubblicità. Continua a leggere

Belli e bastardi

Rossi è tornato a fare il passo. Non vincerà la gara forse, e forse non sarà in pole. Non è richiesto, ma non cede un centimetro alla prospettiva scontata di un mondiale già nelle mani dello spagnolo. Non lo pensa Rossi e non vuole che lo pensi nemmeno Lorenzo. No no! Si scambiano battutine al veleno, da lunga distanza, ma finendo ai ferri corti. Molto più corti di quello che Rossi ha nella gamba, più corti dei 23 millesimi che li separano dopo il primo turno. Continua a leggere

Vale, la fretta del pilota

Valentino ha fatto più presto che mai. E’ già pronto a correre, in un tempo che non è compatibile con i parametri normali di chiunque debba guarire da una frattura, scomposta ed esposta; ma è in linea con l’eccezionalità che ha sempre riguardato i piloti, delle moto in particolare. La fretta, chiamata dalla passione, fa cose così, che sono straordinarie e ordinarie nello stesso tempo. Arriva alla moto con le stampelle Rossi, e ci sale senza. A piedi è zoppo, in moto è un pilota. A terra insomma è un malato, in moto è uno sano. Continua a leggere