Ferrari, serve un passo avanti

Pochi gradi in più della temperatura dell’asfalto. Questo il fattore che ha distrutto dopo appena dodici giri la strategia della Ferrari. Gli uomini in rosso, Alonso compreso, erano convinti di avere tra le mani le carte utili per sorprendere la concorrenza, ma il finale è stato decisamente diverso. Sebastian Vettel ha accumulato prima e amministrato poi il suo vantaggio con facilità imbarazzante. Nemmeno l’ingresso della safety car lo ha messo eccessivamente sotto pressione. Continua a leggere

Qualcosa è cambiato

Dietro alla vittoria Ferrari a Parigi, c’è soprattutto un grande show della Federazione.

Esaurito il peso della notizia del giorno, stabilito che Alonso è artefice del proprio destino in questo mondiale e da qui in avanti sta solo a lui farcela o meno, emerge chiara la consapevolezza di essere stati spettatori di uno spettacolo ben orchestrato.

Che senso aveva portare la Ferrari a Parigi per confermare semplicemente quanto già ratificato dalla direzione gara di Hockenheim? Continua a leggere

Barrichello, e chi t’ammazza?

Non c’è nessuno al mondo in grado di vivere il ruolo di secondo perenne, come Rubigno. C’ha provato a crederci di non esserlo (secondo naturale) in qualche, raro, scampolo di convivenza con Schumacher. Poi, s’è fatto due calcoli e ha detto sai che c’è? Va bene così.

E se ci pensate, chi l’ammazza? Va per i 38, è pieno di soldi, ha due bimbi che sono una meraviglia, una moglie più bella di ogni ottimistica previsione e la F1 come hobby! In più, ogni tanto si prende delle ottime soddisfazioncine, tipo dare una lezione in qualifica al più leggero Button come qui, sotto il Reno. Continua a leggere