Marquez, uno che si fida

Phillip Island è agli antipodi, Phillip Island è il caos. E nel giorno in cui puoi aspettarti Marquez campione del mondo a Phillip Island, lui si fida di tutti, a cominciare da se stesso, e finisce la gara in jeans. Bandiera nera, squalificato, via secco dalla gara perché il regolamento prevedeva un cambio moto tra il nono e il decimo giro e lui è rientrato all’undicesimo. Non c’è da discutere se la squalifica sia troppo o troppo poco. C’è. Lo prevede una regola, non rispettata. Amen. E anche se lo show business ringrazia per il mondiale che si riapre, stavolta non è colpa dello show business. Semplicemente Marquez si è fidato della Honda che gli ha comunicato un calcolo di giri sbagliato. Continua a leggere

La Ducati che sarà

La Ducati non poteva fare a meno di mettere in pista nel 2013 un po’ del suo ideale. Che poi coincide anche con la sottile linea rossa che tiene uniti i ducatisti della base. Quelli che contestavano Rossi e che non ritenevano abbastanza affascinante il binomio formato da Dovizioso e Hayden. Una preoccupazione legittima quella di Borgo Panigale, anche se la soluzione scelta per il team interno continua secondo noi a rimanere la migliore nell’ottica di uno sviluppo razionale della moto. Continua a leggere

Ducati e il dopo-Rossi

In ballottaggio

Ormai è un ballotaggio agli sgoccioli quello della Ducati per sostituire nel 2013 Valentino Rossi che ha scelto la Yamaha per le prossime due stagioni. Un ballottaggio abbastanza ovvio con Andrea Dovizioso (del quale si dice che abbia già firmato un biennale) da una parte e Cal Crutchlow dall’altra. Curiosamente compagni di squadra al Team Tech3, curiosamente piuttosto diversi nel modo di vivere e nel modo di correre.
Partendo dal presupposto che a parità di moto Dovizioso ha alle spalle una mezza stagione molto più riuscita del compagno, anzi, una mezza stagione da applausi, verrebbe naturale indicare lui come sostituto di Rossi.
Non fosse che c’è da prendere tra le mani una Ducati. Continua a leggere

Cambia tutto!

La motoGP si prepara a tornare ai 1000 cc di cilindrata, e presumibilmente entro il 2011,  attraverso l’approvazione già avvenuta di una nuova norma che i costruttori hanno concertato allo scorso GP di Valencia.

Il fatto che il diametro del pistone verrà limitato a 81 mm (alesaggio), comporterà un clamoroso avvicinamento delle prestazioni tra un motore prototipo puro e un motore derivato dalla serie elaborato al massimo delle sue possibilità.

Le due realtà motoristiche convivranno nello stesso campionato utilizzando telai che siano rigorosamente prototipi. Riflettiamo di certo controcorrente  e senza sapere se e quali ripercussioni la nuova scelta tecnica potrà avere nei rapporti con il mondiale Superbike, ma l’arrivo di una “simil Moto1” tra le MotoGP ci pare al momento un passo se non altro concreto verso il risparmio dei privati strangolati dai costi attuali.

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La parabola dei Rossi

Graziano Rossi è straniante, folle, bislacco, tifoso, insostituibile. Non le pensa, le crea. Stavolta è la “parabola del matrimonio”, sparata lì al termine di una delle più straordinarie gare di Valentino: “Se in un matrimonio -dove la moglie è la Yamaha e il marito è Rossi-, c’è la moglie che fa la furba, un marito come Rossi di altre fidanzate ne trova molte…e la Yamaha ha mille modi se vuole di alzare la gonna fino a chissadove”.

Non entra nello specifico, ma sottolinea uno scontento di fondo che avvolge il figlio. Uno scontento rimandato, o sottolineato se preferite, dalla gara di Misano, che è la corsa perfetta in tutti i sensi. Perché è addirittura un noioso capolavoro di velocità, una esaltante manifestazione di integrità, a dispetto di anni 30 compiuti contro i 20 degli avversari più forti. Quell’imprudenza inevitabile e vincente del giovane si oppone al talento e al ragionamento puri del veterano. Continua a leggere