Il Gran Premio “comandato”

Dalla giornata delle comunicazioni male interpretate, inascoltate, magari non udite, ma anche di quelle ben comprese e rispettate, viene fuori una Formula Uno che, se non vuole che le settimane tra un gran premio e l’altro vivano solo di polemiche e recriminazioni, deve darsi una regolata. In pista c’è gente il cui cuore per un’ora e mezza pompa a 200 battiti al minuto, il cui cervello ha pochi centesimi per calcolare una mossa e metterla in pratica. Ragazzi pronti, allenatissimi, che guidano e vengono guidati.  Ecco, appunto, forse sta qui il granello di sabbia che qualche volta finisce nell’ingranaggio. Continua a leggere

Ferrari, non aspettatevi miracoli

Prima il sacrificio di Felipe Massa, una mossa per certi versi disperata, per consentire a Fernando Alonso di partire sul lato pulito del circuito. Poi un alleato prezioso come Lewis Hamilton che prima del congedo ha voluto regalare una domenica di festa alla McLaren. Così il mondiale resta aperto, perché prima dei titoli di coda di San Paolo Nando riesce a contenere a 13 punti il distacco da Vettel. Continua a leggere

Piano Schumi

C’è chi non gli ha mai perdonato il rientro e va bene, ma questo secondo addio ha un grave errore di gestione: doveva arrivare prima dell’annuncio Hamilton-Mercedes! Perché non l’ha fatto prima? “La notizia (di Hamilton) mi ha aiutato a scegliere”, sono le parole ufficiali in conferenza planetaria di Schumacher, ma non ci crede nessuno. Non è possibile che non sapesse, tanto che anzi i piani alti di Stoccarda lo tenevano costantemente informato sulle telefonate con alternative per il 2013.
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La maledizione del secondo

Sembra la meledizione del secondo. Nel senso di chi insegue alonso nel mondiale. A Singapore è toccato a Lewis Hamilton arrendersi, bloccato dal cambio, mentre era in testa e la Ferrari faceva fatica nella lotta per il quarto posto. Insomma Nando, anche nei momenti di difficoltà, è protetto da una buona stella. Tant’e’ che dopo una domenica complicata si ritrova ancora saldamente in testa al mondiale con 29 punti di vantaggio su Vettel, quello che a 2 settimane dal gran premio del Giappone sembra rimasto il suo unico avversario sulla strada del terzo titolo mondiale. Restano sei gare. Sei circuiti che per la Ferrari saranno meno difficili da affrontare rispetto a quello di Singapore. Continua a leggere

Hamilton, sulla carta

Gli amanti di Grand Prix la conoscono: è la rubrica in cui facciamo disegnare un tracciato a un pilota. Carta bianca e pennarello nero: prego, disegni la mappa a memoria. Ecco l’abbiamo fatto oggi con Hamilton il quale, dopo la pista di Budapest (che vedrete appunto in Grand Prix domenica) c’ha preso gusto e ha voluto provarne un’altra. Tipo Abu Dhabi.

Ecco, la dimensione, lo stato mentale di questi alieni chiamati piloti li vedi anche da questo. Lewis, s’è incredibilmente inceppato all’inizio (Abu tra l’altro ha un bel 21 curve che non la rendono una delle piste più facili da tratteggiare) ma niente: testa giù, sopracciglio inarcato e una bolla tutt’attorno. Concentrato, incattivito con sè stesso, insomma competitivo al massimo. Continua a leggere