Diametralmente opposti

Si fa presto a cambiare tutto. Molto presto, troppo presto. Dal sabato alla domenica di gara, i giudizi su Rossi e la Ducati sono costretti a lasciarsi rovesciare dal solito risultato: con il quinto posto la sua è la miglior Ducati al traguardo. Ed è anche il suo miglior risultato dell’anno sull’asciutto. Niente di che per la verità, non fosse che il tutto fa a pugni con le critiche per il secondo e due decimi rimediato in qualifica, risultando decimo mentre Barbera (con Ducati vecchia) e Hayden (con moto uguale), partivano in prima e in seconda fila, lasciando a Rossi la responsabilità di spiegare quello che pareva un fatto personale tra lui e lui, o tra lui e la moto. Continua a leggere

The black hole

Valentino Rossi ha preso tre secondi e mezzo da Lorenzo. E son le due facce di una medesima vecchia medaglia attorno alla quale i due, insieme a Stoner, si spartivano vittorie e podi. Oggi Valentino Rossi ha girato piano come non hai mai fatto e un’enorme tristezza ci assale. È una tristezza vera, che fa a pugni con la sua serena rassegnazione. Perchè a lui è tutto molto più chiaro. C’è un problema che riguarda personalmente il rapporto tra lui e la moto, ma che non lo può mettere al sicuro dai dubbi e dalle insinuazioni altrui. Se le altre Ducati fossero appena dietro sarebbe un conto, mentre con Hayden in prima fila è tutto un altro. Puoi parlare, stando sul tecnico, della sua difficoltà ad entrare in curva, del motore che lo porta ad un sottosterzo indigeribile. Continua a leggere

Illuminàti!

Va come è strana la vita e come son strane ‘ste corse. Quando ti aspetti una cosa arriva il contrario.

Quando sei lì in ginocchio nel fango dell’Australia pregando che gli italiani abbiano una gara che valga almeno un caffè, ma pensi che Stoner la ammazzerà di giri veloci, quella gara lì vien fuori comunque.

Son tre di fila a questo punto dove ci sia stato qualcosa che valesse la pena di vedere. Il duello di Motegi tra Rossi e Lorenzo, la vittoria di Rossi in Malesia, il doppio duello di Phillip Island Rossi/Hayden e Spies/Simoncelli. Continua a leggere

Rossi, un Mondiale più vicino

Non ha vinto il mondiale, no, ma che passo avanti. Quello di Valentino è un secondo posto che dice essere il più bello della sua carriera. La sostanza del ragionamento è nella gara a cercare di tener dietro a Casey Stoner con la sua Ducati. Phillip Island ormai, lo dice la storia è una questione di condominio tra i due. Va proprio fortissimo Stoner qui. Tenergli dietro è proprio solo roba da Rossi, tant’è che alle loro spalle han fatto il vuoto e basta. Dire che Stoner è guarito è poco. I suoi malanni li ha presi a calci nel sedere, respinti nell’oblio, anche se gli resterà il rimpianto di un mondiale che si poteva vincere. Ma coi se e coi ma nessuno ci ha mai combinato niente. Si è fermato e basta. E’ tornato a vincere e basta.
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Questa l’ha vinta Melandri

Melandri con Rossi

Melandri con Rossi

Non si può far finta di niente. Melandri magari manterrà sulla questione un atteggiamento signorile, ma se ci dicessero che nel cuore ha un megasberleffo da confidare ad amici e parenti, non ci meraviglieremmo. Al limite sarebbe anche legittimo. Perchè, diciamocelo, la palta di cui è stato ricoperto nel momento più difficile della sua carriera, ora pare rinsecchirsi e staccarglisi di dosso.
C’è un uomo che è il simbolo di questa piccola grande rivincita consumata in una sera sola, che magari resterà anche unica, ma intanto è lì, nero su bianco: l’incolpevole Nicky Hayden.
Nel senso che Marco Melandri è davanti a Nicky Hayden!
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