Marquez, uno che si fida

Phillip Island è agli antipodi, Phillip Island è il caos. E nel giorno in cui puoi aspettarti Marquez campione del mondo a Phillip Island, lui si fida di tutti, a cominciare da se stesso, e finisce la gara in jeans. Bandiera nera, squalificato, via secco dalla gara perché il regolamento prevedeva un cambio moto tra il nono e il decimo giro e lui è rientrato all’undicesimo. Non c’è da discutere se la squalifica sia troppo o troppo poco. C’è. Lo prevede una regola, non rispettata. Amen. E anche se lo show business ringrazia per il mondiale che si riapre, stavolta non è colpa dello show business. Semplicemente Marquez si è fidato della Honda che gli ha comunicato un calcolo di giri sbagliato. Continua a leggere

A Sepang chiacchiere a zero

Primo tema: in Malesia è andata in scena la dimostrazione pratica che in moto le chiacchiere stanno a zero. Che a parole puoi tentare con tutta la tua carica moralista di moderare Marquez, come aveva fatto Lorenzo nella conferenza stampa del giovedì, ma poi quando te lo trovi lì vicino in pista rischi di comportarti esattamente come lui, sfoderando un’aggressività che altrimenti sarebbe sconosciuta. In conclusione: lottando per il secondo posto e per il mondiale, mentre Pedrosa se ne andava sudato ma felice a vincere facile (si fa per dire), Lorenzo ha fatto il Marquez e Marquez ha fatto il Lorenzo. Uno, Lorenzo, si è trovato a dover combattere con tutte le armi che aveva addosso compreso il contatto fisico, e l’altro , Marquez, si è trovato ad un certo punto a dover usare la testa. Finché è durata. Ed è stato molto bello. Perché poi la pista malese ha promosso un’altra volta la Honda sulla Yamaha. Continua a leggere

Lorenzo è il pilota più completo

Se nella sfida Honda-Yamaha fa testo anche la condizione dei rispettivi secondi del box, gli arancioni brindano sereni: vedi il terzo posto a un secondo e mezzo di Pedrosa, contro il quarto a 13 secondi di Rossi. Se poi un Marquez ferito di fresco è in grado di fare ciò che ha fatto ieri, gli stessi arancioni di prima ne stappano un’altra, pensando a Misano del 15 settembre. Questo per dire che un Lorenzo stellare, su una M1 in ritardo tecnico, può non bastare. E se anche tra 15 giorni dovesse arrivare il famigerato seamless, tra 15 giorni ritroveremo un Marquez pulito e profumato, senza fasciature alla spalla ma nella versione fascio di nervi che ormai conosciamo a memoria. Cosa può cambiare? Continua a leggere

Tra Honda e Yamaha la Ducati… non gode

Brno, gara di pazzesca intensità, con fenomeno Marquez che regola Pedrosa per 3 decimi e con il campione Lorenzo che cede solo nel finale, dopo aver dato il cento per cento. Siamo di fronte a prestazioni umane che hanno rasentato, se non toccato per davvero, la perfezione, senza sbavature, enciclopedia motociclistica stilata da tre autori. Ma dietro queste delizie di guida c’è anche un confronto tecnologico che sta toccando vette altissime. Honda contro Yamaha, una guerra tecnologica nella quale si mettono in campo tutte le armi, alluminio e software, ingegneri e semplici tecnici.  Continua a leggere

Marquez, sorpasso in classifica

GP di Germania Guardando Marc Marquez lo diresti un discolo di quelli americani dello skateboard, con la faccia da ragazzetto tricky, furbo e incontenibile. Invece questo passa facili i 300 all’ora in moto e al Sachsenring – che è una specie di ottovolante nauseabondo di su e giù – vince, solo, la sua seconda gara della sua prima stagione in MotoGP. Approfitta delle assenze degli ospedalizzati Lorenzo e Pedrosa. Clavicole rotte e capogiri li costringono ad una sosta forzata, che consente al Cabroncito di scavalcarli nel mondiale e passare in testa. Continua a leggere