Rossi guarda Doohan e Schumi

E’ difficile rintracciare motivi per pensare positivo dopo quello che è accaduto a Rossi al Mugello. Eppure voglio provarci lo stesso. Lo faccio digitando due nomi che nelle stesse condizioni di Rossi sono tornati più forti di prima: Mick Doohan e Michael Schumacher.

Dopo il terribile incidente nel Gran Premio d’Olanda del 1992 Doohan rischiò addirittura l’amputazione della gamba e solo l’intervento del dottor Costa, che rapì letteralmente il pilota dall’ospedale, permise a Doohan di tornare a camminare e di risalire in moto già nel Gran Premio del Brasile della stessa stagione. Continua a leggere

L’ossessione di Vettel

Prendi una squadra giovane e brillante nella comunicazione, metti un genio come Adrian Newey a progettare la macchina, tieni un pilota d’esperienza senza troppe pretese come Mark Webber e punti su un predestinato come Sebastian Vettel.

Era la fotografia dell’ambiente ideale, del team perfetto. Era, già perché ora i dati di realtà con i quali abbiamo a che fare sono altri e a fornirli al mondo sono state le sequenze dell’entrata killer di Vettel  a Istanbul.

Sebastian è giovane, è ambizioso, non ha ancora smaltito la rabbia per un mondiale buttato via da lui e dalla squadra nel 2009. Per Vettel questa DEVE ESSERE (il maiuscolo serve a sottolineare l’imperativo nella mente del pilota) la stagione del titolo mondiale, l’anno del passaggio da promessa a campione vero. Continua a leggere

Il poker di Alonso

Quattro errori in sei gare. Un poker che fa spavento. Anche perché senza questa serie impressionante di pasticci, Fernando Alonso sarebbe probabilmente in testa, con margine, al Mondiale.

Una sberla al Casinò, roba da espulsione immediata a Montecarlo, dopo una partenza anticipata in Cina, dopo la decisione di non uscire per le qualifiche nel momento propizio in Malesia e, secondo alcuni, dopo un colpevole incidente al via in Australia.

Continua a leggere

Il ragazzo si è incartato

Hamilton in crisi

Hamilton in crisi

Ma il campione del mondo dov’è? Silenzio stampa il giovedì, 3 minuti e 23 secondi di interviste il venerdì.

L’ex sorriso a mille denti è cupo, schivo. Tanto che addirittura gli inglesi – da sempre straschierati – iniziano a sottolineare con il rosso.

The dark side of the world” dice qualcuno, mentre anche un piccolo incidente stradale in Svizzera di qualche giorno fa si circonda di mistero, per via di questo perenne alone nero. Continua a leggere