Quando vincono in due

Onore a Vettel, al suo talento, alla sua freschezza, al suo carattere da bravo ragazzo. Onore ad Alonso che è caduto ritto, in piedi, come sempre. Erano 13 i punti da recuperare, servivano miracoli a nastro. Beh, ne sono accaduti parecchi a San Paolo, due soprattutto, al primo giro, quando Vettel è stato toccato duro da Senna e poi immediatamente dopo, quando, nonostante un urto così, sempre Vettel si è reso conto di guidare una macchina capace di portarlo in fondo. Roba che accade una volta su cento. Dentro la corsa finale in almeno due momenti Alonso si è trovato in testa al Mondiale, il che la dice lunga sull’amarezza di questo pirotecnico finale (con scarto ridotto a meno 3), ma anche sul peso della sorte dentro questa sfida. La Ferrari non ha mai accusato un problema di affidabilità. E’ stata lenta, non all’altezza della Red Bull, ma nella gara decisiva proprio la Red Bull ne ha combinate di tutti i colori. E sul bilancio della stagione pesano i due incidenti che hanno messo k.o. Fernando (Spa e Suzuka) senza alcuna responsabilità. Continua a leggere

Ferrari, non aspettatevi miracoli

Prima il sacrificio di Felipe Massa, una mossa per certi versi disperata, per consentire a Fernando Alonso di partire sul lato pulito del circuito. Poi un alleato prezioso come Lewis Hamilton che prima del congedo ha voluto regalare una domenica di festa alla McLaren. Così il mondiale resta aperto, perché prima dei titoli di coda di San Paolo Nando riesce a contenere a 13 punti il distacco da Vettel. Continua a leggere

Button: fallo ora

Per i sudditi di sua Maestà britannica Jenson Button è un campione più che degno. Nessun dubbio sul fatto che il biondino meriti il titolo.

I motivi? E’ stato travolgente nelle prime gare. Ha vinto 6 volte (e non è ancora finita). Non ha colpe se il livello di questa stagione è basso. Ha saputo affrontare con grande dignità gli attacchi di inizio stagione alla Brawn e in più ha retto bene anche quando tutti gli altri team hanno recuperato sulla questione diffusore. Questo pensano gli inglesi e per alcuni versi vien voglia di dar loro ragione.

E’ vero, ad esempio, che Jenson Button si è ritrovato una monoposto da urlo ad inizio stagione ma nulla toglie alla sua dignità visto che al momento non si conosce campione del mondo che non avesse una macchina vincente da guidare. Continua a leggere