Rea, affamato come Schumi

foto IPP/Atti Lauro Jerez de la Frontera 20/09/2015  campionato mondiale superbike SBK 2015 nella foto : gara 1 - l'arrivo con Tom Sykes 1°Vinci al Superenalotto ma sei triste e sconsolato perché le miccette che hai prontamente acquistato fanno poco rumore. Ecco, magari ho esagerato con il parallelo, ma per capire meglio che tipo sia il nuovo campione del mondo, partiamo da qui. Da un Johnny incavolato e deluso per aver avuto due gare mediocri, un po’ di problemi tecnici e insomma non aver potuto festeggiare il titolo degnamente. Questo è Rea e questa è anche la sua enorme forza. Uno spirito competitivo tracannato dal biberon che, a un paio d’ore dalla fine di gara 2, lo fa stare seduto nell’ospitality con la faccia di uno che ha perso il treno e deve aspettare il prossimo in arrivo dopo sette ore. Una belva che si nutre di vittorie e che, appunto, non riesce proprio a cancellare la microdelusione, per poter  festeggiare il macrorisultato. Continua a leggere

Aprilia da primato, crisi Ducati

Tre gran premi in Superbike vogliono dire sei gare,  strada fatta quanto basta quindi per fare un primo bilancio tecnico. Caviamoci subito il dente che fa male con la Ducati, la nuova e ancora acerba Panigale che non dà segni, nemmeno su una pista amica come Assen. Tutte le qualità che rendevano competitiva la bicilindrica, agilità, motore pronto in basso soprattutto, sono sparite, mentre resta l’annoso problema della velocità massima, di poco superiore a quella della Panigale che vince in Superstock, a proposito, complimenti a Eddi La Marra per la sua volate vincente ad Assen e a Niccolò Canepa per il podio, e di gran lunga inferiore a quelle delle 4 cilindri avversarie, con non poca preoccupazione per quello che potrà succedere a Monza.  Continua a leggere

In Australia i big inseguono

Demolire del tutto una moto rischiando la pelle nei test privati (giusto tre giorni fa) non ha demolito in compenso il pilota protagonista della prodezza. La Suzuki si rilancia con Leon Camier, il piú veloce in pista dopo la prima giornata dei test Dorna-Infront (o come diavolo si vogliono definire). Siamo a quattro decimi dalla best pole ottenuta da Checa con gomma da qualifica due anni fa: 1.30.882 per lo spagnolo nel 2011, 1.31.243 per il Camier di oggi. Vero é che Phillip Island è completamente riasfaltata e ci si dovrebbe aspettare un netto miglioramento rispetto al passato recente, quando l’asfalto era pieno di sconnessione ed avvallamenti che avevano nell’australiano Stoner il primo critico. Ma è anche vero che il tracciato non è ancora gommato per bene, fa caldissimo con temperature a terra vicine ai 55 gradi, e a volte ci si mette pure il vento. Ora di domenica prossima, quando il mondiale partirà, miglioreranno tutti. Continua a leggere

Questa F1 che perde i pezzi

Dopo la Honda, dopo la Kawasaki, dopo la Bridgestone, si ritira la Toyota. Niente più Formula 1, causa crisi internazionale. Una crisi che in Giappone viene vissuta con ansie particolari. Ma i cocci cominciano ad ammassarsi sulla pista e rappresentano anche il conto di un anno scellerato la cui responsabilità è per buona parte del vertice federale che ha tralasciato di ragionare per fare braccio di ferro con i costruttori. Continua a leggere