Il lato debole

Anche questa Red Bull così ben fatta, talmente ben fatta sul fronte aereodinamico da risultare imprendibile senza utlizzare il kers, ha un punto debole: il kers. Come dimostrato dall’inconveniente accaduto sulla macchina di Webber durante le qualifiche malesi. Un inconveniente taciuto ma grave al punto da costringere i meccanici ad un delicato lavoro attorno alla macchina con il consueto corredo di guanti e mascherine speciali. Dunque, su questo minuscolo tallone d’Achille dovrà lavorare chi insegue, a cominciare dalla McLaren che qui ha ridotto il distacco in qualifica (non altrettanto, crediamo, accadrà in gara), per finire alla Ferrari, attualmente molto lontana proprio in termini di efficienza aereodinamica. Continua a leggere

Fase 2: umiliazione

In Malesia dobbiamo assolutamente utilizzare il KERS. Non lo racconta chi comanda ai box di McLaren e Ferrari, che il dispositivo in questione lo hanno utilizzato in abbondanza. Già perché il diktat arriva da Chris Horner, boss della Red Bull che probabilmente ha rintracciato qualche zona d’ombra dentro il fine settimana perfetto di Sebastian Vettel. Insomma il biondo ha dato una pettinata terrificante ai colleghi, ma a Horner non basta. Battere il resto del gruppo non è sufficiente, il 10 aprile a Sepang occorre passare alla fase umiliazione. Continua a leggere

Una Formula, mille regole

I complimenti del venerdì non vanno né alla McLaren né alla Ferrari, ma a quei genietti che ogni fine stagione si mettono lì e cambiano un paio di regole. Bene, bravi.

Ottimo il risultato di questa Formula 1 che per interpretarla servono tre lauree e il brevetto da astronauta. Una volta, l’anno scorso, c’era la menata della benzina e delle gomme. Oggi abbiamo l’ala mobile, il Kers, le gomme che ti mollano di botto e ovviamente il buon vecchio carico di benza. Continua a leggere

Il volante dai mille bottoni

Mi ricordo di un cameracar di Ayrton Senna. Gran Premio di Monaco del 1990. Un giro da paura, in qualifica. McLaren Honda la macchina. Volante tondo come quello che stringiamo tra le mani tutti i giorni, cambio manuale e un paio di manettini per regolare la distribuzione della frenata e il regime di rotazione. Poche pugnette insomma, contava solo saper guidare, fare la differenza come la faceva Ayrton. Ora Alonso, Vettel e Hamilton indirizzano le rispettive traiettorie con una cloche piena di bottoni che praticamente è un computer e solo quella costa quanto una monovolume di lusso. Continua a leggere

Mosley frusta la Rossa

Mosley frusta le rosseA una certa età i riflessi non sono più gli stessi, si dorme sempre meno, cala la lucidità. Poco male. Non c’è nulla di sconvolgente nel fatto che, per dire, venga tolta la patente di guida o si consigli riguardo, buona alimentazione e tranquillità.

Il rischio è quello di non rendersi conto dell’età che avanza e, di norma, una buona controprova per verificarlo è osservare la reazione al più classico degli slogan come “Largo ai giovani“. Se il soggetto si indispettisce e fa l’offeso, il più delle volte, è già tardi.

Ecco, Mosley si indispettisce e fa l’offeso. Evidente controprova, appunto, che Max ha perso lucidità. Niente di male, come detto, considerando che va per i 70. Niente male, non fosse che dalla poltrona della Federazione Internazionale non sembra se ne voglia andare, quantomeno da vestito. Continua a leggere