La strana alleanza Yamaha

Motorcycling Grand Prix of ItalyPer ora la strana alleanza ha funzionato e la Yamaha ha già messo una seria ipoteca sul titolo 2015. Resta da definire chi metterà l’autografo sulla coppa. Fin qui lo scontro in pista, con comprensibili scorie difficili da smaltire ai box, è stato evitato per l’alternanza della forma di Rossi e Lorenzo. Jorge è stato protagonista di un avvio di stagione critico, dentro un groviglio di cattivi pensieri, con una mezza idea di passare alla Ducati. Il tutto mentre Valentino aveva ritrovato lo smalto di sei anni fa, dettando il ritmo e piazzandosi in testa al Mondiale.  Continua a leggere

La rinascita di Lorenzo

-Dall’esterno sembrano ragazzi indistruttibili ma, talento fuori dalla media a parte, testa e cuore sono identici a quelli di tutti gli altri esseri umani. Ci sta quindi che Jorge Lorenzo possa aver sofferto il ritorno di Valentino Rossi, così come Rossi a suo tempo patì oltre il lecito la concorrenza del giovane Jorge, tanto da abbandonare un porto sicuro come la Yamaha. Con la Yamaha Lorenzo ha appena rinnovato, una firma che sottolinea la fiducia reciproca e che psicologicamente ha offerto la carica utile per mettere le mani sulla pole di Jerez. Continua a leggere

Marquez è diventato grande

Diventa campione e adulto in un giorno solo Marc Marquez. Lo fa con la gara più saggia e sensata della sua vita. Sa che si gioca il mondiale e non cede alla seduzione di vincere a tutti i costi, di essere sul gradino alto del podio, che sarebbe il finale perfetto. E’ grande nel momento in cui non cede alla foga, all’adrenalina inevitabile, ma guarda. Sta a distanza minima e studia Pedrosa e Lorenzo che si prendono a cornate, il primo per l’onore di giornata, il secondo sperando in un titolo che va contro alla logica, come ammette a fine gara. Tiene appesi tutti e se’ stesso e alla possibilità di una mossa alla Marquez ma poi alza la testa, ragiona e apre la strada al compagno di squadra con una mitezza che non fa parte del suo repertorio. Continua a leggere

Marquez, uno che si fida

Phillip Island è agli antipodi, Phillip Island è il caos. E nel giorno in cui puoi aspettarti Marquez campione del mondo a Phillip Island, lui si fida di tutti, a cominciare da se stesso, e finisce la gara in jeans. Bandiera nera, squalificato, via secco dalla gara perché il regolamento prevedeva un cambio moto tra il nono e il decimo giro e lui è rientrato all’undicesimo. Non c’è da discutere se la squalifica sia troppo o troppo poco. C’è. Lo prevede una regola, non rispettata. Amen. E anche se lo show business ringrazia per il mondiale che si riapre, stavolta non è colpa dello show business. Semplicemente Marquez si è fidato della Honda che gli ha comunicato un calcolo di giri sbagliato. Continua a leggere

A Sepang chiacchiere a zero

Primo tema: in Malesia è andata in scena la dimostrazione pratica che in moto le chiacchiere stanno a zero. Che a parole puoi tentare con tutta la tua carica moralista di moderare Marquez, come aveva fatto Lorenzo nella conferenza stampa del giovedì, ma poi quando te lo trovi lì vicino in pista rischi di comportarti esattamente come lui, sfoderando un’aggressività che altrimenti sarebbe sconosciuta. In conclusione: lottando per il secondo posto e per il mondiale, mentre Pedrosa se ne andava sudato ma felice a vincere facile (si fa per dire), Lorenzo ha fatto il Marquez e Marquez ha fatto il Lorenzo. Uno, Lorenzo, si è trovato a dover combattere con tutte le armi che aveva addosso compreso il contatto fisico, e l’altro , Marquez, si è trovato ad un certo punto a dover usare la testa. Finché è durata. Ed è stato molto bello. Perché poi la pista malese ha promosso un’altra volta la Honda sulla Yamaha. Continua a leggere