Kovalainen-Magnussen: dov’è l’errore?

La Lotus aveva un primo pilota, Kimi Raikkonen. La Lotus non pagava Kimi Raikkonen. La Lotus è in lotta per il secondo posto nel mondiale costruttori. Kimi Raikkonen ha preferito farsi operare alla schiena per recuperare in tempo per il Ferrari-bis. La Lotus ha un terzo pilota, Davide Valsecchi. Per sostituire Kimi Raikkonen la Lotus ha cercato in ordine sparso Nico Hulkenberg, Michael Schumacher, Pastor Maldonado. Alla fine la Lotus farà correre le ultime due gare della stagione a Heikki Kovalainen. Continua a leggere

Premi di consolazione

Poteva fermarsi per l’happy hour e vincere lo stesso, invece Seb ha preferito tirare dritto per triturare tutti assieme nuovi record e la concorrenza. I suoi colleghi lo avevano visto da vicino al momento del tea time,  quando aveva parcheggiato la macchina prima del via. Poi hanno dovuto aspettare quasi l’ora di cena per ritrovarlo a far festa sul podio. Chissà se stavolta il biondino offrirà almeno da bere a chi è costretto a lottare per i premi di consolazione. Roba piccola solo all’apparenza, perché in realtà ballano milioni di euro. Si tratta del secondo posto nel mondiale costruttori che adesso è nelle mani della MercedesContinua a leggere

Ferrari, ora è allarme

Poteva andare peggio. Si consolano così gli uomini in rosso dopo aver assistito alla gara più anonima della stagione. Per fortuna ha vinto Hamilton, per fortuna nel finale Raikkonen ha retto alla forza d’urto della Red Bull di Vettel. Così Alonso ha perso poco terreno in classifica  su Sebastian  e ora ci sarà un mese per riflettere su una situazione critica. Intanto con la gara di Budapest  Kimi ha superato Alonso nel mondiale e Hamilton ha riaperto il suo campionato. Uno scenario preoccupante perché attualmente Nando dispone di una macchina che pure in gara è inferiore a Red Bull, Mercedes e Lotus. Continua a leggere

Tutti confusi

Il bilancio del fine settimana in Bahrain propone un bollettino della confusione disarmante. Ecco i punti.

1 Il Gran Premio è andato in porto in un Paese in drammatica crisi. In Bahrain è in atto una repressione durissima e il sospetto che le tensioni crescano è molto marcato. Questo –l’abbiamo detto molte volte nelle cronache di questi giorni – non riguarda altre situazioni in cui si è trovata la Formula 1 in questi anni. Perché in questa specifica occasione il Gran Premio stesso è stato utilizzato come uno strumento politico. E così andava trattato, magari evitando di dire banalità a raffica. Tipo la frase di Jean Todt che accostava un confronto tra tifosi da stadio a ciò che sta accadendo nel Paese. Gli interessi che muovono la Formula 1, nonaltro, passano sopra a tutto. Bastava ammetterlo. Con un po’ di coraggio e di realismo. Continua a leggere

Kimi’s back

Detto che la Ferrari (“da quinta fila” ammette Alonso) è dove ci aspettavamo, forse pure peggio, come test appunto lasciavano immaginare (altro che “Non guardiamo i tempi ma stiamo raccogliendo dati”) non posso lasciar passare un cross perfetto messo in mezzo da Raikkonen. Seguitemi nel ragionamento o raikkoniani indomiti. Kimi è tornato. Riportando in pista il buon, vecchio Kimi. Un pilota pieno di talento puro, capace magari di fare una gara pazzesca domani, ma preciso e costante come un bimbo di due anni. Continua a leggere