Webber-Ferrari, le ragioni di un “no”

Nel giorno del rinnovo del contratto con la Red Bull, Mark Webber ha ammesso finalmente che esisteva una trattativa per passare alla Ferrari nel 2013. Nell’eventualità si sarebbe trattato di una stagione appena in attesa dell’arrivo di Sebastian Vettel. Ma all’ultimo Webber ha deciso di restare dov’è. Una scelta dettata da due motivazioni. Continua a leggere

Crederci serve

Mantenere la calma come segno di forza. Non perdersi nel caos delle voci che ti danno perduto, fuori, finito in anticipo.

La Ferrari è in recupero, anche se non sappiamo ancora quantificare il peso del passo in avanti.

Un podio è una soddisfazione grande ma ovviamente i numeri si fanno sulle tendenze, non sul colpo singolo. Eppure ci sentiamo di tributare una dichiarazione di stima per l’atteggiamento degli uomini di Maranello. Continua a leggere

Alonso, il senso del leader

Comunque vada a finire considero questo l’anno più bello della mia carriera“.

Una frase che Fernando Alonso ha pronunciato alla vigilia di uno dei momenti più complicati da quando corre in Formula 1.

Da una parte c’è la consapevolezza di una missione ai limiti dell’impossibile perché recuperare 14 punti su Webber e trovarsi alla stessa quota di Vettel non rende certo facile il compito di Nando.

Dall’altra siamo alle prese con una sorta di dichiarazione di amore e di amicizia nei confronti della Ferrari, degli uomini che compongono il gruppo in rosso. Continua a leggere

L’inizio della fine

Mosley non molla. Seguendo il suo delirio distruttivo, il presidente della Federazione Internazionale non ha fatto una piega di fronte agli argomenti e agli out-out dei costruttori.

Costringendo la Ferrari a compiere l’ultima mossa possibile, una mossa che sta nascosta in un contratto che lega Fia e Ferrari e che riguarda, crediamo, anche la materia tecnica. 

Il che significa cercare un confronto, questa volta in tribunale, per evitare di tener fede alla propria minaccia e cioè di uscire dalla Formula 1.

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La rivoluzione pacifica

Pit-Stop Ferrari

Pit-Stop Ferrari

Passata la tempesta, c’è un gran bisogno di quiete. La Ferrari raccoglie l’eredità di due gare pesanti e prova, a mente lucida, a riorganizzare le truppe.

Luca Baldisserri lascia lo sgabello al muretto a Chris Dyer. Una transizione senza traumi, niente plotone di esecuzione, nessuna di quelle punizioni esemplari che servono molto alla facciata e poco al senso del gruppo.

La Ferrari fa sapere che Baldisserri resta a Maranello ad occuparsi dello sviluppo della F60 per colmare le lacune di una macchina visibilmente in affanno. Continua a leggere