Rossi, un trionfo oltre i numeri e le date

MOTO-GP-ASSEN-PRACTICE28 giugno 1997. Valentino Rossi, 18 anni, vince il Gran Premio d’Olanda, classe 125. 27 giugno 2015. Valentino Rossi, 36 anni, vince il Gran Premio d’Olanda classe MotoGP.  Bastano le date a offrire un dato di realtà unico nella storia dello sport. Longevità agonistica unita a una fame rimasta intatta, nonostante Rossi abbia sfidato sull’asfalto svariate generazioni di piloti. Ma quanto accaduto sulla pista di Assen va oltre numeri e date. Continua a leggere

Cartoline MotoGP da Jerez

-Sono cartoline bellissime quelle spedite da Jerez nel corso degli anni e pure la gara di domenica pare promettere bene. Intanto nella prima giornata è tornato a farsi sentire Jorge Lorenzo, che fin qui aveva dato l’idea di attraversare il periodo più caotico della carriera, proprio in coincidenza con il risveglio di Rossi. La frattura alle dita non ha rallentato Marc Marquez che ha una voglia matta di archiviare in fretta il vecchio che avanza per sottolineare che presente e futuro della MotoGP gli appartengono ancora.  Continua a leggere

Marquez è diventato grande

Diventa campione e adulto in un giorno solo Marc Marquez. Lo fa con la gara più saggia e sensata della sua vita. Sa che si gioca il mondiale e non cede alla seduzione di vincere a tutti i costi, di essere sul gradino alto del podio, che sarebbe il finale perfetto. E’ grande nel momento in cui non cede alla foga, all’adrenalina inevitabile, ma guarda. Sta a distanza minima e studia Pedrosa e Lorenzo che si prendono a cornate, il primo per l’onore di giornata, il secondo sperando in un titolo che va contro alla logica, come ammette a fine gara. Tiene appesi tutti e se’ stesso e alla possibilità di una mossa alla Marquez ma poi alza la testa, ragiona e apre la strada al compagno di squadra con una mitezza che non fa parte del suo repertorio. Continua a leggere

Il paradosso Marquez-Stoner

Rossi complimenti a MarquezNella stretta di mano tra Valentino Rossi e Marc Marquez c’è tutto il bello del motociclismo di oggi. Il vecchio campione sconfitto in America che scopre il vincitore nuovo rivedendosi in lui come in uno specchio, apparentemente senza invidia se non minima, e molta ammirazione. In Marquez ci sono l’atteggiamento giocoso e il piacere della passione che sembravano stingersi nei piloti ultra-professionali e un po’ robottini dell’ultima generazione. Marquez guida in maniera tecnicamente quasi identica a Casey Stoner, eppure radicalmente diversa nell’approccio. Continua a leggere