C’era una volta il Marziano Marc

MOTO-PRIX-ITAC’era una volta un pilota che sembrava un marziano. Giovane, sorridente e soprattutto  imbattibile. Trattando Marc Marquez al presente siamo alle prese con una mediocre piazza 13 in qualifica e con le prime crepe nel rapporto con la Honda, che pareva indistruttibile ai tempi delle vittorie seriali. Qualcosa si è  rotto. Lo dimostrano i dati di realtà,  con Crutchlow  – che non ha ceto una Honda ufficiale – abbondantemente  più avanti e perfino il malconcio Perosa più  in palla del fenomeno.  Continua a leggere

Vale e Marc, attenti a Jorge

-Dopo l’autografo sul contratto ha messo il timbro sulla corsa. Gesti necessari e sufficienti per rivedere il sorriso stampato sul volto di Jorge Lorenzo che pareva un pulcini triste e smarrito prima del magico fine settimana di Jerez. E’ la conferma di quanto contino cuore e cervello per questi ragazzi che ogni tanto hanno bisogno di una pacca sulla spalla o di un attestato di fiducia per ritrovare il morale utile per l’impresa. Lorenzo ha affrontato l’asfalto di Jerez con una ferocia che sembrava smarrita. Continua a leggere

La rinascita di Lorenzo

-Dall’esterno sembrano ragazzi indistruttibili ma, talento fuori dalla media a parte, testa e cuore sono identici a quelli di tutti gli altri esseri umani. Ci sta quindi che Jorge Lorenzo possa aver sofferto il ritorno di Valentino Rossi, così come Rossi a suo tempo patì oltre il lecito la concorrenza del giovane Jorge, tanto da abbandonare un porto sicuro come la Yamaha. Con la Yamaha Lorenzo ha appena rinnovato, una firma che sottolinea la fiducia reciproca e che psicologicamente ha offerto la carica utile per mettere le mani sulla pole di Jerez. Continua a leggere

Marquez, uno che si fida

Phillip Island è agli antipodi, Phillip Island è il caos. E nel giorno in cui puoi aspettarti Marquez campione del mondo a Phillip Island, lui si fida di tutti, a cominciare da se stesso, e finisce la gara in jeans. Bandiera nera, squalificato, via secco dalla gara perché il regolamento prevedeva un cambio moto tra il nono e il decimo giro e lui è rientrato all’undicesimo. Non c’è da discutere se la squalifica sia troppo o troppo poco. C’è. Lo prevede una regola, non rispettata. Amen. E anche se lo show business ringrazia per il mondiale che si riapre, stavolta non è colpa dello show business. Semplicemente Marquez si è fidato della Honda che gli ha comunicato un calcolo di giri sbagliato. Continua a leggere

A Sepang chiacchiere a zero

Primo tema: in Malesia è andata in scena la dimostrazione pratica che in moto le chiacchiere stanno a zero. Che a parole puoi tentare con tutta la tua carica moralista di moderare Marquez, come aveva fatto Lorenzo nella conferenza stampa del giovedì, ma poi quando te lo trovi lì vicino in pista rischi di comportarti esattamente come lui, sfoderando un’aggressività che altrimenti sarebbe sconosciuta. In conclusione: lottando per il secondo posto e per il mondiale, mentre Pedrosa se ne andava sudato ma felice a vincere facile (si fa per dire), Lorenzo ha fatto il Marquez e Marquez ha fatto il Lorenzo. Uno, Lorenzo, si è trovato a dover combattere con tutte le armi che aveva addosso compreso il contatto fisico, e l’altro , Marquez, si è trovato ad un certo punto a dover usare la testa. Finché è durata. Ed è stato molto bello. Perché poi la pista malese ha promosso un’altra volta la Honda sulla Yamaha. Continua a leggere