Felipe Alonso

Uno è sereno, carico e veloce, l’altro è teso, accigliato e meno tonico – in pista – di quanto sappia. Parliamo del box Ferrari, ma non avremmo mai immaginato che i soggetti delle due frasi sarebbero stati nell’ordine, prima Massa e poi Alonso. Perchè Felipe si è alonsizzato o, se volete, Fernando si sta massizzando. Questione di circostanze e bioritmi, con il brasiliano nella miglior posizione in cui un pilota possa sperare: libero di schiacciare, anzi invitato a farlo, ma senza eccessive pressioni, con l’inchiostro bello fresco sul contratto e il grafico della stagione che punta in sù. Continua a leggere

L’incubo è tornato

Otto gare là davanti con una macchina inferiore, ma affidabile. Alla nona Fernando Alonso si è dovuto arrendere. Dopo l’esibizione coreana lassù c’è Sebastian Vettel, quello che 2 anni fa nella notte di Abu Dhabi – all’ultima gara della stagione – fece a pezzi il sogno rosso di Nando. L’incubo sta tornando e lo sta facendo pure in anticipo sui tempi. Vettel adesso ha 6 punti di vantaggio sullo spagnolo, pochissimi a 4 gare dalla fine, tanti se si analizza lo stato di forma della Red Bull e del suo pilota. Il biondino ha vinto 3 gare di fila, rimanendo sempre in testa per 900 chilometri. Difficile pensare che la macchina più in palla del momento perda improvvisamente smalto.  Continua a leggere

Alla romana

Che poi li vedi lì – qui -, tutti insieme e ti rendi conto che son proprio dei ragazzi. Dei bambini, quasi. Riuniti attorno a un tavolone dello Hyunday Hotel di Mokpo, sembra la pizzata del liceo. Non è questione di rompere o cercare di origliare in un momento di privacy, è che mangiando al tavolo di fianco vedi Massa che ride come un matto, come quando si parlava, nella pizzata del liceo, del prof di matematica che sputa mentre spiega.  E giù a ridere. Continua a leggere

Silvestrone, pole nella “bufera”

‘Non è insolito che da queste parti piova, possibile che la pista sia in queste condizioni?’. Felipe Massa ha ragione, alza la palla per una polemica doverosa. A Silverpolestone la pioggia crea caos, offre uno spettacolo poco degno di essere considerato tale. Non è arrivato un uragano, semplicemente piove in un posto dove il maltempo è una costante. Arrivare al circuito diventa un’impresa (di venerdì c’è chi ha fatto 30 km in 5 ore), il normale svolgimento delle attività sportive è compromesso, i tempi si dilatano. Continua a leggere