Piano Schumi

C’è chi non gli ha mai perdonato il rientro e va bene, ma questo secondo addio ha un grave errore di gestione: doveva arrivare prima dell’annuncio Hamilton-Mercedes! Perché non l’ha fatto prima? “La notizia (di Hamilton) mi ha aiutato a scegliere”, sono le parole ufficiali in conferenza planetaria di Schumacher, ma non ci crede nessuno. Non è possibile che non sapesse, tanto che anzi i piani alti di Stoccarda lo tenevano costantemente informato sulle telefonate con alternative per il 2013.
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Il giorno dello squalo

La vittoria di Hamilton serve a ridare lustro ad una stagione anomala, finora divertente soltanto per gli amanti della statistica e del caos. La vittoria di Hamilton riporta ad un principio di ordine, a delle certezze che quest’anno sono venute a mancare ma non a beneficio di questo sport. Hamilton vince perchè è fortissimo di testa, perchè ha un’esagerazione di talento, perchè la McLaren è la macchina più stabile e veloce di questo mondiale. Continua a leggere

Tutti confusi

Il bilancio del fine settimana in Bahrain propone un bollettino della confusione disarmante. Ecco i punti.

1 Il Gran Premio è andato in porto in un Paese in drammatica crisi. In Bahrain è in atto una repressione durissima e il sospetto che le tensioni crescano è molto marcato. Questo –l’abbiamo detto molte volte nelle cronache di questi giorni – non riguarda altre situazioni in cui si è trovata la Formula 1 in questi anni. Perché in questa specifica occasione il Gran Premio stesso è stato utilizzato come uno strumento politico. E così andava trattato, magari evitando di dire banalità a raffica. Tipo la frase di Jean Todt che accostava un confronto tra tifosi da stadio a ciò che sta accadendo nel Paese. Gli interessi che muovono la Formula 1, nonaltro, passano sopra a tutto. Bastava ammetterlo. Con un po’ di coraggio e di realismo. Continua a leggere

Le squadre zoppe

Vettel è magnifico, Button è sorprendente, Alonso è un martello. Va bene, ma gli altri tre?

Webber, compagno di Vettel è imbarazzante; Hamilton, compagno di Button è svaporato; Massa, compagno di Alonso è evaoprato. Tre squadre zoppe, tre secondi piloti di talento ingabbiati per ragioni diverse in altrettante nubi. Il tutto per un panorama deprimente. Il divario tra i due piloti Red Bull pare troppo ampio, pur considerando il lungo momento felicissimo di Sebastian, qualche scelta del team a lui favorevole. Ma Webber è l’ombra del pilota che un anno fa ha lottato per il titolo, non imbrocca una partenza, un ritmo decente se non nel finale di troppe corse. Continua a leggere

Buoni o cattivi?

Una bella birra per tutti e sotto con la discussione: meglio essere Button o Hamilton? Non alludiamo alle rispettive fidanzate, per carità, quello rientra nei gusti personali, condivisibili o meno. Parliamo di stile, approccio di guida. Mentalità. Meglio non pensare nemmeno un millesimo di secondo prima di attaccare o studiare le possibili variabili di una manova come un perfetto professore in giacca e farfallino? Rende di più, a fine gara o a fine campionato, l’impeto dell’attaccante o la razionalità del playmaker? Continua a leggere