Magnussen, nel nome del padre

Bi13Rk7CAAA70iBPapà Jan non era a Melbourne per festeggiare il podio al debutto del figlio Kevin. Motivo? Stava correndo la 12 ore di Sebring, 8° di classe al volante della Corvette il risultato finale. A 40 anni Magnussen senior continua a fare il pilota professionista nelle gare di durata, dopo una carriera poco fortunata in Formula 1, dopo aver battuto il record di vittorie di Ayrton Senna nella Formula 3 inglese. Era il 1994, Kevin aveva appena un anno e mezzo ma da quando era nato viaggiava con papà, mamma e lo zio meccanico per le piste di tutta Europa.  Insomma il primo imprinting è stato quello del rumore dei motori, dei vapori della benzina, dell’odore delle gomme. Un predestinato d’accordo, ma il suo percorso non si presentava agevole come quello di altri figli di piloti dal cognome più illustre come Villeneuve, Hill e Rosberg.  Continua a leggere

Felipe anche Massa

Tutto diverso dall’anno scorso: la Ferrari c’è, Vettel litiga con le gomme, Raikkonen pronto da subito, Massa tonico. Ecco, Massa: un’altra cosa rispetto alla disastrosa Melbourne 2012, ma è lui a darci un’assonanza con la stagione passata. Lui e Webber, povero: solita partenza da mani sul casco per il padrone di casa e solita garetta chiusa là dietro. Ma di Massa dicevamo: quanto è durata la sua convinzione che quest’anno tutti alla pari, niente gerarchie nel box e cacchio se me la gioco alla grande?? Venti giri. Cioè, bene in qualifica, bene al via, bene nei primissima parte ma poi: riecco il tormentone “Essere Massa”. Continua a leggere

Kimi’s back

Detto che la Ferrari (“da quinta fila” ammette Alonso) è dove ci aspettavamo, forse pure peggio, come test appunto lasciavano immaginare (altro che “Non guardiamo i tempi ma stiamo raccogliendo dati”) non posso lasciar passare un cross perfetto messo in mezzo da Raikkonen. Seguitemi nel ragionamento o raikkoniani indomiti. Kimi è tornato. Riportando in pista il buon, vecchio Kimi. Un pilota pieno di talento puro, capace magari di fare una gara pazzesca domani, ma preciso e costante come un bimbo di due anni. Continua a leggere