Guintoli, il campione della porta accanto

superbike, guintoli, sykes, sbk, melandri, losail,Il padre di famiglia più veloce del mondo questo mondiale se lo merita tutto. La doppietta nel deserto spazza i “se” legati agli ordini di scuderia, ai Melandri che lasciano passare una volta sì e una no, spazza le certezze di chi era pronto a scommettere sulla cattiveria grezza di Sykes, piuttosto che sulla chicceria con l’erre moscia di Sylvain. Uno che domina due gare con il peso specifico di queste due, merita applausi. Punto e a capo. Continua a leggere

Lorenzo è il pilota più completo

Se nella sfida Honda-Yamaha fa testo anche la condizione dei rispettivi secondi del box, gli arancioni brindano sereni: vedi il terzo posto a un secondo e mezzo di Pedrosa, contro il quarto a 13 secondi di Rossi. Se poi un Marquez ferito di fresco è in grado di fare ciò che ha fatto ieri, gli stessi arancioni di prima ne stappano un’altra, pensando a Misano del 15 settembre. Questo per dire che un Lorenzo stellare, su una M1 in ritardo tecnico, può non bastare. E se anche tra 15 giorni dovesse arrivare il famigerato seamless, tra 15 giorni ritroveremo un Marquez pulito e profumato, senza fasciature alla spalla ma nella versione fascio di nervi che ormai conosciamo a memoria. Cosa può cambiare? Continua a leggere

Piano Schumi

C’è chi non gli ha mai perdonato il rientro e va bene, ma questo secondo addio ha un grave errore di gestione: doveva arrivare prima dell’annuncio Hamilton-Mercedes! Perché non l’ha fatto prima? “La notizia (di Hamilton) mi ha aiutato a scegliere”, sono le parole ufficiali in conferenza planetaria di Schumacher, ma non ci crede nessuno. Non è possibile che non sapesse, tanto che anzi i piani alti di Stoccarda lo tenevano costantemente informato sulle telefonate con alternative per il 2013.
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Hamilton, sulla carta

Gli amanti di Grand Prix la conoscono: è la rubrica in cui facciamo disegnare un tracciato a un pilota. Carta bianca e pennarello nero: prego, disegni la mappa a memoria. Ecco l’abbiamo fatto oggi con Hamilton il quale, dopo la pista di Budapest (che vedrete appunto in Grand Prix domenica) c’ha preso gusto e ha voluto provarne un’altra. Tipo Abu Dhabi.

Ecco, la dimensione, lo stato mentale di questi alieni chiamati piloti li vedi anche da questo. Lewis, s’è incredibilmente inceppato all’inizio (Abu tra l’altro ha un bel 21 curve che non la rendono una delle piste più facili da tratteggiare) ma niente: testa giù, sopracciglio inarcato e una bolla tutt’attorno. Concentrato, incattivito con sè stesso, insomma competitivo al massimo. Continua a leggere

Il circo ricco e viziato a Delhi

L’argomento è un bel ginepraio che si snoda tra possibili accuse di retorica e reazioni insofferenti per una situazione arcinota. Ma se nella situazione arcinota ci capiti dentro per qualche giorno, qualche ora, qualche camminata serale, allora le cose cambiano e ti viene di getto di scrivere che venire con la F1 qui è molto forzato, praticamente indecoroso.

C’è San Paolo con le favelas, direte, va bene. La Cina, dove si va da qualche anno, era messa così se non peggio solo un paio di lustri fa e va bene, ma la sensazione di disagio e imbarazzo che chi scrive sta vivendo, passando come se niente fosse da un’intervista all’altra, è presente qui come in nessun’altro posto. Complicato ritrovarsi addirittura al limite della lamentela, perchè la rete è lenta o lo shuttle hotel-autodromo in ritardo. Lavarsi i denti con l’acqua minerale per evitare probabilissime gastrointeriti o scegliere, per lo stesso motivo, piatti caldi scartando altro che per altri, qui, sarebbe una manna. Continua a leggere