Il peggior Vale è meglio di Jorge

Movistar Yamaha MotoGP's Italian rider  Valentino Rossi lifts his front wheel after the Moto GP race of the San Marino MotoGP, in Misano Adriatico on September 13, 2015.   AFP PHOTO / VINCENZO PINTOValentino Rossi fa un passo decisivo verso il decimo titolo mondiale nella peggior domenica della stagione, quella che segna l’interruzione della serie positiva di piazzamenti sul podio. Alla fine si è salvato solo grazie al suicidio agonistico di Jorge Lorenzo che lo ha marcato a uomo, prima dell’epilogo disastroso. Rossi ha clamorosamente sbagliato la lettura della gara, ma alla fine ha limitato i danni grazie a mestiere e fortuna. Jorge invece si è steso quando da lui ci si attendeva un cambio di passo, una scelta strategica differente che riuscisse a sorprendere Valentino. Continua a leggere

Misano, sorrisi che si tramandano

C’è della salsedine adriatica anche in questo spagnolo che rivierasco non è. Nel sorriso di Marquez; nella felicità di guidare la 93 a mò di wind surf; in questa pole che è la sesta dell’anno e che lascia gli esseri umani all’eternità di mezzo secondo. Lorenzo è lì dietro, Rossi chiude la prima fila a sei decimi e mezzo. Prima fila come solo una volta, in Germania, è successo negli altri 12 sabati di quest’anno. Ė il cambio nuovo della M1 e va bene ma è anche questo asfalto che è il cortile di casa, che è una casa dove andò in scena la sua prima volta su una moto da corsa. Come succede in queste ore agli occhi azzurri di Luca Marini, il fratellino di Valentino al debutto nel mondiale, con tutto quel giallo nella tuta e nella moto, con il 97 sul cupolino che poi non è altro che un 46 rovesciato. Continua a leggere

Tutto il contrario

Rossi e Pedrosa a Misano sono tutto e il contrario di tutto. Per Rossi è tutto tornare a far secondo a casa, davanti alla sua gente, con la Ducati e in una giornata di sole. Associazione di contingenze mai vista prima.
È tutto anche il poter dimostrare che con la Ducati in effetti qualcosa si può fare. È molto far vedere che, nonostante la destinazione scelta per il futuro sia un’altra, il lavoro va portato a termine con impegno e lucidità fino a fine anno.
Che siano state determinanti le evoluzioni provate qui a Misano tre settimane fa (e fatte provare a Iannone e Pirro al Mugello dieci giorni fa) non è facile dirlo. Continua a leggere

E adesso?

di Alberto Porta

E adesso? Ora che quel bel sorriso rimarrà solo nelle immagini di repertorio, cosa accadrà, cosa si cercherà di fare per ridurre ancora di più il pericolo, abituale compagno di pista? Tanto si è fatto, in ogni caso. Per esempio, se avesse avuto un paraschiena come quelli che si usano attualmente, forse Wayne Rainey non sarebbe rimasto paralizzato il 5 settembre di 17 anni fa, proprio a Misano. Non si corse più sul circuito romagnolo fino al 2007, anche se non si era mai puntato decisamente il dito accusatore sulla pericolosità della pista che, peraltro, quando si correva in senso opposto, presentava il muretto troppo vicino all’asfalto dopo il curvone, punto dove si è innescato l’incidente fatale a Tomizawa. Continua a leggere

La Farfalla di Tomizawa

“Quest’anno io vincere mondiale”. Ho in mente questa frase di Shoya Tomizawa dalla notte in cui la pronunciò, l’11 aprile scorso, pochi istanti dopo aver vinto la prima gara della stagione, la prima gara della Moto2. Da allora per tutti noi della redazione motori di Italia 1 divenne una sorta di beniamino. A conquistarci non fu semplicemente la sua qualità agonistica, apparsa un po’ a sorpresa a Doha. Piuttosto, quella faccia da cartone animato e una esuberanza che aveva dentro i suoi pochi anni, abbinata ad uno stile più romagnolo che giapponese. Sembrava un discolo dei nostri,  ecco, capace di mischiare le lingue con effetti decisamente comici. Così, in qualche modo, persino segretamente, abbiamo fatto un po’ tutti il tifo per lui, convinti che un personaggio tanto speciale meritasse di ricevere gioia, visto che della gioia faceva uso abbondante, naturale ed evidente. Continua a leggere