Da zero a cento

Bisogna bruciare i tempi, come uno zero a cento da dragster. Con uno come Lorenzo che è libero e incontrastato davanti a tutti, uno come lui che non avverte il peso della responsabilità ma lo onora, la MotoGP di adesso soffre la mancanza di duelli all’ultima curva.

Gli avversari di Lorenzo forse giusto qui a Barcellona possono pensare di infastidirlo, perché Pedrosa al Montmelò è sempre andato forte, perché i risvegli di Stoner sono sempre più apprezzabili e concreti, e la politica razionale di Dovizioso non ti mette mai in condizione di tagliarlo fuori dal podio. Però è un fatto che, anche se i piloti son tornati 17, la griglia soffra di mancanze sensibili. Ci son due collaudatori senza speranze ed è come se partissero in quindici.

Nelle corse di Lorenzo non c’è Rossi ed è una questione che allo spagnolo giova, ma a questa forma di divertimento manca moltissimo. Continua a leggere

Alla canna del gas

E’ piuttosto comico assistere a questi test catalani. Da una parte ti senti un pirla, incapace di capire chi fa cosa; dall’altra ti senti un figo vista l’ossessione che hanno i team nel coprire e schermare le macchine, convinti che basti un colpo d’occhio dei nostri per decifrare l’hi-tech. Continua a leggere

Finalmente aria fresca

Fa piacere vedere Button e Vettel attori protagonisti, pronti a definire il mondiale come una questione a due. Fa piacere perché i due ragazzi hanno entusiasmo da vendere, una carica agonistica sana e un gran senso del reale, che altrimenti puoi chiamare anche umiltà. Button ha bisogno della rivincita della vita, è salito su una macchina che fa meraviglie e ha tirato fuori una capacità di concretizzare francamente inattesa. E’ una gran risposta a chi l’ha deriso davanti ai successi di Hamilton, perché ha saputo tirare dritto educatamente e ora non rinfaccia nulla. Continua a leggere

Adesso tocca ai piloti

Barcellona. Mettiamo che sia finalmente una sfida ad armi pari. Mettiamo che il diffusore delle meraviglie faccia le meraviglie promesse e in un certo senso dovute (se si pensa al lavoro di chi ha dovuto stracciare il compito e rifarlo da capo, riprogettando meccanica e aerodinamica). Poniamo che la Ferrari abbia davvero la base per chiudere il gap e che la Brawn Gp non sia più una sagoma tanto lontana da non capire bene se è un miraggio o una creatura dello stesso pianeta. Cosa serve per riaprire davvero il mondiale? I piloti. Continua a leggere