Il meraviglioso mondo di Bernie

F1 - SINGAPORE GRAND PRIX 2014Lo scenario è preoccupante ma a nessuno viene in mente di passare almeno con la scopa a raccogliere i cocci. Fino a giovedì la Marussia, con il nome originale di Manor, risultava nell’elenco degli iscritti al prossimo mondiale di Formula 1. 24 ore più tardi l’amministratore straordinario della squadra ne ha decretato il fallimento. 200 lavoratori a casa dall’oggi al domani. Un triste destino che potrebbe creare un effetto domino su altre squadre, altri meccanici a spasso insomma. Il tutto accade mentre Ecclestone dichiara che le gare in Europa saranno sempre meno, visto che per le corse il vecchio continente rappresenta ormai il terzo mondo.  Continua a leggere

Alonso, il titolo è andato

L’anno scorso Alonso archiviò la pratica Monza con un terzo posto che gli garantiva comunque 39 punti di vantaggio su Sebastian Vettel. Come andò a finire in Brasile è scritto negli annali della Formula 1. Terzo titolo mondiale di fila per il biondino con lo sguardo di Nando perso nel vuoto, un pilota distrutto che non poteva credere di aver perso ancora una volta nella volata finale. Dodici mesi più tardi a Monza Alonso ha fatto un saltino in avanti, secondo, ma la classifica del campionato è pessima: 53 punti di distacco, il che significa due vittorie abbondanti di differenza. Insomma lo scenario tende decisamente alla dominante scura, nonostante l’impegno di un pilota che di sabato perde le staffe ma che di domenica sa sempre mettere in pista qualità e sostanza fuori dalla norma. Continua a leggere

“Tutte Alonzate”

Ha detto “geni” innanzi tutto, ma il punto non è questo e questa non è un’opinione pro Alonso. E’ uno scrittino assolutamente contro Alonso. Spiego. Avete presente la famosa regola d’oro di dire meno bugie possibili, sennò è un attimo che ti incarti? Ecco. Fernando ci ha dato due o tre spiegazioni diverse, che hanno solo fatto decollare la confusione. Una volta parla di Ricciardo in mezzo alla scia – che invece era Vergne, tra l’altro – poi invece c’era Rosberg, insomma semplicemente occasione persa.  Continua a leggere

Spettacolo e sicurezza a Monza

Spettacolo e sicurezza, le due facce della medaglia monzese. Le gare, tutte e 5 tra sabato e domenica, si sono concluse con un distacco tra primo e secondo che varia dagli 85 millesimi ai 7 decimi, con gara 1 Superbike che ha visto Melandri, Sykes e Laverty chiusi in un solo decimo. Non sono mancati sorpassi decisivi all’ultimo giro o all’ultima curva, vedi Lowes in Supersport alla Roggia con numero da circo e Morrentino che sotto la pioggia stacca così su Salvadori alla Parabolica in Superstock 600. Paurosa la collezione dei botti. C’è chi ha fatto tutto da solo, come Akiyoshi intento a volare e sbriciolare la sua Honda sabato pomeriggio dopo che 24 ore prima Chaz Davies aveva distrutto la sua BMW alla seconda curva di Lesmo. Continua a leggere

Nando e Schumi fanno coppia

Per una volta, hanno lavorato in coppia. Alonso e Schumi, insieme, per dare libidine imprevista alla platea di Monza. Il che pare clamoroso, vista la rella della vigilia, roba tutt’altro che utile all’ottimismo. Non era possibile portare a casa un podio alto, data la situazione in casa Red Bull, data la situazione gomme dure in casa Ferrari ma saltare dal quarto al primo posto e piazzare una macchia rossa in cima al gruppo al giro uno è valsa la trasferta, la domenica, la foto ricordo da incorniciare nella cameretta. Stesso dicasi di Schumi che tiene dietro Gino per 27 giri facendo andare in bestia nell’ordine: Gino Hamilton, lo stato maggiore della McLaren, la direzione corsa, arrogantella al punto da ammonire via radio la Mercedes a furoa di vedere Schumi fare zigzago davanti al naso del nemico. Continua a leggere