Quaranta milioni di ottime ragioni

“Non è una questione di soldi”. Parole consegnate a stampa e TV da Bernie Ecclestone stamattina a Barcellona prima di entrare alla riunione del Consiglio Mondiale della Federazione. La domanda riguardava l’opportunità di andare a correre in Bahrain dopo i disordini che avevano portato alla cancellazione della data originaria.

Nel pomeriggio è arrivata la notizia. “In Bahrain si correrà il 30 ottobre”. Ma come? Il 30 ottobre non era la data assegnata al Gran Premio d’India? Certo che sì. Ma in India sono in ritardo con il completamento del circuito, così lasciare il posto al Bahrain consentirà di concludere i lavori. E in India quando si correrà? Si correrà domenica 11 dicembre.
Continua a leggere

Qualcosa è cambiato

Dietro alla vittoria Ferrari a Parigi, c’è soprattutto un grande show della Federazione.

Esaurito il peso della notizia del giorno, stabilito che Alonso è artefice del proprio destino in questo mondiale e da qui in avanti sta solo a lui farcela o meno, emerge chiara la consapevolezza di essere stati spettatori di uno spettacolo ben orchestrato.

Che senso aveva portare la Ferrari a Parigi per confermare semplicemente quanto già ratificato dalla direzione gara di Hockenheim? Continua a leggere

Il pulpito di Mosley

Ovviamente, Max Mosley ha detto la sua. Argomento utile all’esternazione: Ferrari, naturalmente. Nello specifico: gioco di squadra ad Hockenheim, prevedibilmente. Le parole usate dal signor Max non sono però soltanto scontate. Sono comiche: “Io non darò alcun consiglio, ma di fronte all’attuale evidenza dei fatti ci dovrebbe essere una dolorosa punizione sportiva oltre che quella finanziaria, già inflitta”. Certo, lui non darà consigli ma intanto suggerisce, convinto di pesare ancora un bel po’. Continua a leggere

Povera Fia!

Lasciate stare il crashgate, Mister X, i Piquet, quel frustato di Mosley, Pippo, Pluto e Paperino. Se, come andò, e perchè, non si saprà mai del tutto, come molti buchi di sceneggiatura che infarciscono la Formula 1. La considerazione è un’altra, di due parole: povera Fia! Sì perchè anche l’ennesima occasione per farsi sbugiardare l’ha beccata in pieno. Perchè ormai ha la credibilità dello scemo del villaggio dopo la quinta vodka. Che spari pure le sentenze tanto poi verranno stracciate, questione di qualche giorno e un avvocato buono. Continua a leggere

Todt, vedremo…

Il nuovo presidente della Federazione Internazionale, Jean Todt, somiglia molto al vecchio, Max Mosley. Non a caso era il candidato prescelto per la successione. Per la quale il francese ha mobilitato persino Schumacher, più una serie di personaggi più o meno decisi. La sua elezione era scontata e non elimina e perplessità di chi spera che la Federazione Internazionale cambi segno, che esca da maneggi costanti e oscuri, che faccia politica sportiva illuminata, che la finisca di offrire una commistione tra interesse privato e pubblico ufficio. Continua a leggere