Le prove dove sono?

Flavio Briatore radiato da ogni attività motoristica a tempo indeterminato, non potrà più nemmeno gestire piloti impegnati in gare ufficiali. Questa la decisione del consiglio mondiale Fia. Una condanna all’ergastolo, accanita, severissima. Ben più grave della squalifica per 5 anni inflitta al capotecnico Symonds mentre a Nelsinho Piquet che pure ha cospirato per produrre l’incidente volontario di Singapore viene garantita totale immunità.

Le prove? La Fia si è accontentata dell’ammissione di colpa offerta dalla Renault che diventa quindi la principale accusatrice del manager italiano. Il quale ha ora la sola possibilità di ricorrere presso al giustizia civile, cosa che farà senz’altro a brevissima.

Abbiamo ipotizzato che questo processo potesse somigliare ad un regolamento di conti. Questa sentenza per molti verso lo conferma. Abbiamo ipotizzato un doppio patto tra la Fia Piquet e la Renault. Questa sentenza non cancella il sospetto. Perché non contiene alcuna spiegazione, alcuna prova esplicita. Continua a leggere

Sacrifici umani

Molte persone non amano, addirittura non sopportano Flavio Briatore, i suoi modi, uno stile esposto e facilmente criticabile. Il personaggio è discutibile. Ma è discutibile anche questo modo di estrometterlo dalla sua poltrona di responsabile Ranault Sport. Intanto, la Renault. Il comunicato che annuncia l’uscita dal team di Briatore ( e di Pat Symmonds, direttore tecnico) non contiene nemmeno una parola di ringraziamento per gli uomini che hanno costruito la fortuna agonistica del marchio. Continua a leggere

Formula Frutta Secca

Sospetti sui motori che girerebbero oltre i limiti consentiti. Bene. Ci volevano. Dopo i sospetti sulla Renault che caccia contro un muro un suo pilota per far vincere l’altro pilota. Dopo i sospetti su Piquet che si vendica a causa del licenziamento. Dopo aver appreso dell’approdo in Formula 1 della Lotus, e cioè di una squadra che non esiste, ai danni della Sauber che esiste eccome, visto che di fatto manda in pista le Bmw da anni, visto che dopo il ritiro della Bmw sta (stava) cercando di tenere in vita i contratti dei propri dipendenti e le poderose strutture tecniche svizzere. Continua a leggere

Godiamoci la pace

Prosperità e stabilità. Sono le due parole chiave che definiscono questa nuova era della Formula 1. Uno sport che riparte dal nuovo Patto della Concordia, firmato nella tarda notte di venerdì da Max Mosley, Presidente della Fia.

Tutti felici, tutti pronti per la foto di rito. Anche se nei repertori d’immagini finisce la stretta di mano del 24 giugno scorso a Parigi fra Mosley, Montezemolo e Ecclestone. E’ quello il fotogramma che rappresenta il futuro, anche se dopo i proclami di quel giorno il Presidente aveva tentato l’ennesimo colpo di mano, una retromarcia capricciosa e testarda. Continua a leggere

Il vecchio che avanza

Siamo qui a cercare di liberarci di Mosley e Mosley, alla canna del gas, fa partire il siluro che affonderà definitivamente la flotta. Il siluro è piccolo e micidiale, di fabbricazione francese. Nome in codice: Jean Todt. Le conseguenze di questa mossa vagheggiata e in realtà pronta da un pezzo saranno devastanti e deprimenti perché rischiamo di avere al vertice di un sistema che aspira a sbarazzarsi di ogni orpello, ogni conflitto di interesse, ogni assenza di modernità, un uomo che ha se stesso, da sempre, al centro del proprio panorama, che rappresenta una modalità del fare vetusta, uterina, per nulla sintonizzata con ciò di cui questo sport- provato da troppe esperienze del genere- ha assoluto bisogno.
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